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Bando globale sulle vendite allo scoperto

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Sono 799 solo negli Stati Uniti i titoli finanziari su cui sarà impossibile effettuare vendite allo scoperto nei prossimi mesi. E’ il risultato di un intervento di emergenza della Sec (la Consob americana), ma altri interventi dello stesso tipo sono stati varati oggi dalle autorità dei mercati britannici, mentre da quelle svizzere è arrivato un forte richiamo in termini di moral suasion. Si tratta quindi di un intervento di stabilizzazione dei mercati azionari a livello globale. La stessa Sec ha motivato la decisione con la necessità di “proteggere l’integrità e la qualità dei mercati finanziari e rafforzare il grado di fiducia degli investitori”. La vendita allo scoperto è la pratica di vendere titoli non posseduti nell’intento di ricomprarli a un prezzo inferiore prima della effettiva consegna dei titoli alla controparte.

 

Negli Usa il bando avrà effetto immediato e durerà fino al 2 ottobre, ma la Sec si è detta pronta a estendere i termini in caso di necessità (sebbene non al di sopra dei 30 giorni). “La commissione – ha detto il presidente Sec, Christopher Cox – è impegnata a usare tutte le armi a disposizione nel suo arsenale per combattere la manipolazione di mercato che minaccia gli investitori e il mercato dei capitali”.

A Londra la Financial Services Authority ha bloccato lo short-selling su 29 titoli finanziari tra cui i bancari Hbos, Lloyds Tsb e Royal Bank of Scotland, ma anche su quelli delle compagnie di assicurazione Aviva, Rsa e Standard Life. Il blocco dovrebbe partire martedì prossimo, e riguarda solo le posizioni di nuova creazione. Il bando terminerà il prossimo 16 gennaio e riguarderà anche future e opzioni, nonostante siano previste eccezioni per i market makers.


La Swiss Federal Bank ha invece messo l’accento sul naked short selling, sottolineando in una nota che tale pratica è contraria al codice di condotta relativo al market abuse. Il naked short selling corrisponde alla vendita di titoli senza prima averli presi in prestito, attività che si risolve più comunemente nel prestito da parte di un broker di un indefinito pacchetto di titoli che, non essendo identificati, possono essere “prestati” a più controparti, amplificando così il potenziale ribassista delle vendite allo scoperto.


E’ da ricordare che la Sec aveva sospeso la possibilità di ricorrere al naked short selling su una selezione di titoli finanziari già a partire dalla metà dello scorso mese di luglio e fino a metà agosto. In tale periodo di tempo l’indice S&P500 era risalito da 1200 a 1300 punti e i titoli finanziari americani erano stati protagonisti di un rally bruscamente interrotto al venir meno delle limitazioni alla vendita allo scoperto.