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Banco Popolare: la rivalutazione di Agos Ducato spinge l’utile dei primi sei mesi. Prosegue il processo di riorganizzazione

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Il Banco Popolare torna a macinare utili grazie alle rivalutazioni. Il Gruppo ha annunciato di aver chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto consolidato di 156 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 29 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il balzo del risultato netto è da ricondurre alla rilevazione di riprese di valore su partecipazioni per 95,5 milioni (nel primo semestre 2012 era stata registrata una rettifica di valore di 10 milioni).

“La voce in esame -si legge nella nota diffusa dalla società- include la parziale ripresa di valore (105,8 milioni) registrata a fronte dell’impairment (399,5 milioni) rilevato nel bilancio al 31 dicembre 2012 sulla base di una valutazione del rischio connesso all’investimento partecipativo in Agos-Ducato (controllata che opera nel finanziamento al consumo, ndr) fondata sui limitati elementi informativi allora disponibili”. Il risultato “normalizzato” del periodo si attesta a 139 milioni, 5 milioni in più rispetto a un anno prima.

Il margine di interesse risulta pari a 840,8 milioni ed evidenzia un decremento dell’8,1% su base annua (+9% per il dato “omogeneo”) e il dato relativo il secondo trimestre 2013 si attesta a 432,3 milioni (consenso 420 milioni). Le commissioni nette ammontano a 743,8 milioni e segnano un incremento tendenziale del 9,8%. Nel complesso, i proventi scendono del 3,3% a 1.827,6 milioni, a fronte di un -4,6% degli oneri operativi (1.110,7 milioni).

Per quanto riguarda i principali aggregati patrimoniali, la raccolta diretta a fine giugno ammonta a 94,9 miliardi, mezzo punto percentuale in più rispetto a fine 2012 (-0,3% rispetto al 30 giugno 2012) mentre quella indiretta totalizza 60,4 miliardi, in calo del 2,3% rispetto ai 61,8 miliardi di inizio anno (-8% rispetto al 30 giugno 2012).

A livello di ratio patrimoniali, il core tier 1 ratio al 30 giugno 2013 è pari al 10,1%, in crescita rispetto al 10% del 31 marzo 2013 ed in linea con il dato di fine esercizio 2012. Considerando il buffer straordinario di capitale richiesto dall’autorità europea al fine di fronteggiare il rischio sovrano, il core tier 1 capital ratio è pari al 9,5% (9,4% al 31 dicembre 2012 e 9,3% al 31 marzo 2013). Il tier 1 capital ratio scende al 10,9% mentre il total capital ratio passa al 12,2%. “Anche anticipando gli effetti di Basilea 3, il CET1 ratio risulta già in linea con i requisiti stabiliti dalla nuova normativa”, spiega la società.

Il Gruppo scaligero conferma un “eccellente” profilo di liquidità che al 30 giugno 2013 si caratterizza per la disponibilità di attivi stanziabili presso la Bce e non utilizzati, al netto degli haircut, per 18,8 miliardi di euro (14,5 miliardi al 31 dicembre 2012).

Riorganizzazione della rete territoriale e del modello distributivo
Il Gruppo ha avviato un progetto di riorganizzazione della rete territoriale e del modello distributivo denominato “Hub & Spoke”. Il progetto prevede la conversione di oltre 100 sportelli in “Filiali imprese”, la chiusura degli attuali “Centri Imprese”, di circa 60 filiali e di circa 10 Aree Affari, l’introduzione di nuclei “Hub & Spoke” in circa il 70% della rete distribuita del Gruppo nonché la semplificazione e l’evoluzione della “catena di responsabilità” che prevede, tra l’altro, l’eliminazione delle Direzioni Territoriali con sede coincidente con la sede della Divisione. La conclusione delle attività di riorganizzazione della rete e di avvio del nuovo modello distributivo è prevista entro la fine del primo semestre 2014.