Banco Popolare: priorità è consolidare il patrimonio, addio alla Sicilia in vista

Inviato da Redazione il Gio, 22/04/2010 - 15:36
Quotazione: BANCO POPOLARE

Il Banco Popolare avrà quest'anno due priorità: convincere il mercato che Italease è ormai sotto controllo e consolidare il patrimonio. Sono questi i paletti fissati dall'amministratore delegato, Pier Francesco Saviotti, in vista dell'assemblea degli azionisti in programma sabato a Novara. Le strategie future dell'istituto scaligero sono state delineate dal top manager nel corso di un dibattito organizzato nell'ambito della "Settimana veronese della finanza". Saviotti ha assicurato la distribuzione del dividendo anche nel 2010 dopo la cedola di 8 centesimi pagata quest'anno, che ha "rappresentato un segnale di normalità". Il Ceo ha poi definito "ridicolo" il valore (3,3 miliardi di euro) attribuito dalla Borsa al Banco. "Dovremmo valere il doppio. Per rivedere il titolo (oggi tratta a circa 5,25 euro) a livelli consoni dobbiamo convincere il mercato che Italease non è più un problema". Solo il Credito Bergamasco, una delle nove banche di cui si compone il gruppo, capitalizza infatti 1,5 miliardi di euro. "Le altre banche tutte assieme valgono zero o al massimo 1,5 miliardi? Mi sembra un controsenso", ha spiegato l'Ad.

Sempre sulla questione Italease, Saviotti ha anche affrontato il tema del contenzioso fiscale della banca, alla quale il Fisco chiede più di un miliardo di euro, non escludendo la possibilità di trovare un accordo con l'Agenzia delle Entrate anche se gli accertamenti sono stati definiti "pretestuosi" e al momento non richiedono "la necessità di accantonamenti". "Ci difenderemo - ha precisato Saviotti - ma se ne avremo la possibilità chiederemo di trattare per toglierci questa spada di Damocle". Il contenzioso col Fisco ha fatto sorgere molte domande tra gli investitori, nel mercato e nelle agenzie di rating. "Tutti dicono che con il Fisco non si sa mai come va a finire e il nostro obiettivo è gestire in tempi ragionevoli anche questa situazione". 

Sul fronte del rafforzamento patrimoniale, l'altra priorità del gruppo veronese, Saviotti ha spiegato che il Banco Popolare potrebbe vendere i circa 120 sportelli siciliani della Popolare di Lodi se queste filiali non miglioreranno il loro rendimento o qualora ricevesse un'offerta interessante. "Non possiamo tenere una valanga di sportelli che rendono poco: o vengono fatti rendere o li vendiamo. Abbiamo bisogno di patrimonio". Da tempo si parla di un interesse di Intesa SanPaolo che rafforzerebbe la sua presenza nell'isola per contrastare lo strapotere della rivale Unicredit. Gli sportelli siciliani non sono l'unica possibile cessione del Banco Popolare, visto che c'è "un dialogo in corso per la cessione della Cassa di risparmio di Pescara (con la Cassa di Teramo) iniziato già da un mesetto e che dovremmo tradurre in un accordo", ha confermato il Ceo dell'istituto scaligero. In vendita ci sono poi la Popolare di Crema e di Cremona per cui "se dovessero arrivare delle offerte interessanti vedremo di iniziare la trattativa. Non siamo interessati a svendere o regalare", ha precisato Saviotti. Per i due istituti lombardi si è già fatta avanti la Popolare di Milano, confermando l'interesse senza però avanzare un'offerta concreta.

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