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Il Banco Popolare cambia look. Con banca unica risparmi per oltre 90 mln annui

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Nuovo modello organizzativo per il Banco Popolare che vara in tempi velocissimi la banca unica e abbandona il modello di governante duale. Il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione del gruppo veronese hanno approvato venerdì le linee guida del progetto volto alla realizzazione di un nuovo modello che risulterà da un processo di integrazione nel Banco Popolare delle Banche del Territorio: Banca Popolare di Verona – S.Geminiano e S.Prospero, Banca Popolare di Novara, Banca Popolare di Lodi (comprese le già incorporande Banca Popolare di Crema e Banca Popolare di Cremona) e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno. Il Banco Popolare, rimarca la nota del gruppo guidato da Pier Francesco Saviotti, manterrà la forma giuridica cooperativa, assumerà il ruolo di banca operativa organizzata sulla base di un modello territoriale che prevede la creazione di Divisioni nelle tradizionali aree storiche di presenza e di riferimento per le comunità locali.
 

La semplificazione dell’assetto operativo del gruppo bancario scaligero consentirà di ottenere benefici economici aggiuntivi a quelli già previsti dal piano industriale 2011-2013/2015 approvato poche settimane fa. Il maggiore impatto sull’utile netto del gruppo delle sinergie previste a regime è stimato in oltre 90 milioni annui, di cui 50 milioni derivanti da minori oneri operativi ed imposte, prevalentemente per riduzione dell’IVA sui servizi infragruppo e della doppia imposizione fiscale sui dividendi infragruppo; 30 milioni associati a minori costi del personale, come effetto della attesa riduzione dell’organico di gruppo pari a 650 persone entro il 2016 tramite incentivazione all’esodo e “raffreddamento” del turnover; 10 milioni derivanti da minori spese amministrative. Il piano Industriale recentemente approvato sarà aggiornato prevedendo come nuovo target economico un utile netto pari a 647 milioni al 2013, in aumento di 44 milioni e pari a 997 milioni nel 2015, in aumento di 67 milioni.

 

Nel dettaglio il nuovo assetto prevede l’eliminazione di tutte le sovrapposizioni territoriali tra le Divisioni BPV, BPN e BPL. Alla Divisione Banca Popolare di Verona faranno capo circa 560 sportelli dislocati nel Nord-Est (Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia) ed in Lombardia (Mantova) con un organico di oltre 3.200 addetti; alla Divisione Banca Popolare di Novara faranno capo circa 590 sportelli dislocati nel Nord-Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria occidentale), in Lombardia (Milano e Pavia), nel Lazio e nel Sud Italia, con un organico di circa 3.200 addetti; alla Divisione Banca Popolare di Lodi faranno capo circa 580 sportelli prevalentemente dislocati in Lombardia, Liguria orientale, Toscana ed Umbria, con un organico di circa 3.400 addetti; al Credito Bergamasco, che manterrà lo status di società quotata sottoposta al controllo ed alla direzione e coordinamento del Banco Popolare, faranno capo circa 270 sportelli dislocati in Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Monza Brianza, Varese) e nel Lazio (Roma), con un organico di oltre 1.600 addetti.

 

La riorganizzazione in seno non mancherà di avere impatti positivi sui coefficienti patrimoniali. L’ammontare complessivo degli impatti delle sinergie sull’utile netto, tenendo conto di un dividend payout ratio pari al 40%, migliorerà i ratios patrimoniali attesi di circa 10 punti base al 2013 e di ulteriori 10 punti base al 2015. A questi effetti potranno aggiungersi fin dal corrente esercizio benefici, stimati pari a circa 20 punti base, derivanti dalla possibilità di affrancare fiscalmente il valore degli avviamenti e di altre attività immateriali Rispetto alle stime già presentate nel Piano Industriale, il Common Equity Ratio proforma stimato aumenterebbe dal 7,6% al 7,9% al 2013 e dall’8,3% all’8,7% al 2015.


Per quanto concerne la revisione del modello di governance, ai soci sarà sottoposta la proposta di adozione di un sistema di amministrazione e controllo di tipo tradizionale, con istituzione di un Consiglio di amministrazione composto da massimo 24 membri, di cui da un minimo di 3 ad un massimo di 4 (incluso l’amministratore delegato) scelti tra dirigenti del Gruppo. Il Presidente, i due Vice Presidenti, l’Amministratore Delegato e due dei Consiglieri di amministrazione scelti tra i dirigenti del Gruppo faranno parte del Comitato Esecutivo, che sarà quindi composto da 6 membri. Il Collegio Sindacale sarà composto da 5 membri effettivi.