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Banco Bpm vola fino a +8% dopo conti terzo trimestre, in vendita NPL fino a 8,6 mld

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Calda accoglienza del mercato ai conti trimestrali di Banco BPM. Il titolo nella prima ora di contrattazioni è arrivato a guadagnare oltr erl’8% con un top intraday a 1,9526 euro.

L’istituto ha archiviato i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 525 milioni di euro, che si confronta con i 53 milioni dello scorso esercizio al netto dell’impatto negativo di oltre 3 miliardi legato alla fusione tra Banco Popolare e Bpm. I profitti si giovano di una plusvalenze per 313,6 milioni frutto della cessione delle attività di banca depositaria e di Anima nel corso del primo semestre. Nel terzo trimestre l’utile si è attestato a 172 milioni di euro, 5% sopra le stime di consensus.

“I risultati operativi sono quasi allineati alle nostre stime – commenta Fidentiis – grazie a commissioni nette migliori del 4% e OPEX del 3% migliore a 677 milioni”.

 

Verso nuova accelerazione del piano di derisking

La banca guidata da Giuseppe Castagna vuole accelerare sul piano di derisking. In tal senso è stato avviato il progetto “ACE” individuando alcune potenziali controparti (rappresentate dalla cordata DoBank, Fortress e Spaxs, da quella costituita da Credito Fondiario ed Elliot e da quella costituita da Christofferson Robb & Company Davidson Kempner e Prelios) che stanno completando le proprie attività di due diligence sui portafogli dei crediti deteriorati. La Banca valuterà le offerte che le suddette controparti presenteranno, con l’obiettivo di realizzare una significativa cessione per un importo superiore a € 3,5 miliardi e fino ad un massimo di € 8,6 miliardi; contestualmente si valuterà anche l’eventuale inclusione della piattaforma di servicing.

Nei primi 9 mesi dell’anno l’ammontare dei NPL è sceso di 6,9 miliardi con calo degli stock esistenti di 11,5 mld dalla data di efficacia della fusione tra Banco Popolare e Bpm. I crediti deteriorati netti sono scesi di € 3,9 miliardi rispetto a fine 2017, con un’incidenza sul totale degli impieghi in flessione dal 12,1% (fine 2017) all’8,5%.

 

Ratio patrimoniali salgono

Dal punto di vista patrimoniale il CET 1 Ratio “ifrs 9 phased in” è in crescita al 13,2% (fully phased all’11,2%) nonostante l’impatto negativo dei titoli governativi.