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Banco-Bpm: novembre nero in Borsa (oltre -30%), Bce potrebbe chiedere maggiori coperture su Npl

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Discesa verticale in Borsa per le promesse spose Banco Popolare e Bpm. Da inizio mese entrambi i titoli hanno lasciato sul terreno oltre il 30 per cento del proprio valore complice il con l’emergere di preoccupazioni su ulteriori perdite su crediti deteriorati.

Anche oggi i due titoli sono bersaglio delle vendite con le ultime indiscrezioni di stampa che parlano di ulteriori problemi di sotto-copertura di crediti deteriorali (Npl) per un ammontare compreso tra 1 e 2 miliardi di euro legati al portafoglio del banco Popolare. La Bce potrebbe quindi richiedere di alzare le coperture su crediti deteriorati. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore questo deficit di capitale non porterebbe a richieste di ulteriore ricapitalizzazione, ma in un aumento dello SREP.

“Crediamo che il contesto di mercato, i target dei peers e i deludenti risultati riportati da Banco Popolare sull`asset quality portino ad incorporare nella valutazione – almeno in parte – uno shortfall di capitale”, commentano gli analisti di Equita.

la replica del Banco Popolare: non ancora arrivati esiti accertamenti Bce
Il Banco Popolare ha precisato che, alla data odierna, non sono ancora pervenuti alla banca gli esiti definitivi degli accertamenti circa le note attività ispettive condotte da BCE sulla gestione da parte del Gruppo dei rischi di credito e di controparte alla data del 31 dicembre 2015. Tali esiti verranno comunicati alla Banca dal Joint Supervisory Team a valle dell’abituale confronto con le competenti funzioni della BCE.

Il Banco Popolare a giugno ha completato l’aumento di capitale di circa 1 miliardo di euro, destinato a riflettersi in accantonamenti straordinari da parte della Banca nella misura di circa 1,5 mld nel corso del corrente esercizio. Nell’ambito di tale processo di innalzamento degli indici di copertura, il Banco Popolare ha già effettuato rilevanti rettifiche straordinarie al 30 settembre 2016 ed entro il 31 dicembre 2016 provvederà a completare gli ulteriori accantonamenti di natura straordinaria previsti nel piano di integrazione. Gli interventi di carattere straordinario programmati (combinati con gli accantonamenti previsti in via ordinaria che ammontano già a 640 mln al 30 settembre 2016) tengono conto delle interlocuzioni con il team ispettivo e consentiranno di conseguire l’aumento del livello delle coperture definito d’intesa con la BCE. “Le azioni sopradescritte non comporteranno pertanto sostanziali modifiche alle previsioni al riguardo inserite nel Piano strategico del Gruppo risultante dalla fusione”, conclude la nota dell’istituto scaligero.