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Banche zavorrano il Ftse Mib, -7,8% Ubi Banca. Sbanda anche Telecom

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Si confermano in chiusura di ottava le preoccupazioni degli investitori circa le prospettive dell’Italia con l’avvicinarsi della formazione di un governo M5S-Lega. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un calo dell’1,48% a quota 23.449 punti.

Lunedì dovrebbe essere una giornata chiave per il varo del governo con la parola che passerà al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Nella versione definitiva del contratto di governo arrivata oggi si parla di ricorso appropriato e limitato al deficit, mentre scompare la richiesta di escludere i BTP che sono stati acquistati dalla Bce nell’ambito del programma di Quantitative easing dal calcolo del debito pubblico. Il leader del M5S, Luigi Di Maio, ha sottolineato che l’obiettivo è comunque quello di ridurre il debito pubblico che è aumentato in questi anni nonostante le politiche di austerity.

Le forti tensioni sul fronte spread Btp-Bund (balzato oltre 160 punti base) e la delicata questione Mps hanno fatto sbandare nuovamente i titoli del settore bancario. In affanno soprattutto Banco Bpm e Bper con cali superipori al 6%, peggio ha fatto Ubi Banca (-7,85%). Sotto pressione anche le big Unicredit (-2,77%) e Intesa Sanpaolo (-2,45%). Paga dazio tutto il settore finanziario con Poste Italiane in calo del 3,45%.

Il caso Mps (giù del 3,52% oggi) sta preoccupando l’intero settore. Nel capitolo della bozza del contratto di governo M5S-Lega dedicato alla Tutela del Risparmio si parla di Mps con l’intento di procedere a una “ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio”.

Il titolo Telecom Italia è sceso oggi sotto quota 0,75, con un calo giornaliero nell’ordine del 3,41%. Ieri il ceo Amos Genish ha affermato che la tlc andrà a implementare il piano presentato lo scorso marzo. Genish ha in parte spento le attese su alcuni fronti speculativi: Inwit è ritenuta strategica, così come Tim Brazil, Sparkle è cedibile ma operazione difficile complice il golden power. Gli analisti di Equita, che mantengono Buy sul titolo con target price a 1,02 euro, ritengono che la nuova governance del gruppo e i progressi sul fronte della separazione legale possono essere di supporto al titolo.
Tra le big di Piazza Affari spicca anche la debolezza di Enel (-1,7% a 4,89 euro), tra i titoli maggiormente esposti al rischio legato all’innalzamento del costo del debito. Inoltre Goldman Sachs oggi ha tolto il titolo dalla propria conviction Buy list indicando il rischio che il nuovo governo M5S-Lega spinga verso a una discesa dei prezzi dell’energia elettrica in Italia.