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Banche venete salve: per Credit Suisse accordo positivo per Intesa Sanpaolo e sistema creditizio (ANALISTI)

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La storia infinita delle due Venete sembra essersi conclusa. Come per il caso spagnolo di qualche settimana fa, è stato l’ingresso di un big del settore, nel caso italiano Intesa Sanpaolo, a calmare le acque e placare i timori che avevano riguardato gli investitori internazionali sulla tenuta del sistema creditizio italiano.

Banca Centrale Europea e Commissione Europea avevano già dato il loro benestare, e nel weekend il Governo ha emanato il Decreto che prevede lo schema di salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. L’impegno dello Stato sarà di 17 miliardi, dei 20 miliardi messi a disposizione per il sistema creditizio a inizio anno.

Ad Intesa Sanpaolo vanno invece le good bank, con 4 miliardi di crediti in bonis che avranno “neutralità sulle condizioni di capitale e sulla politica dei dividendi”. Esclusi i bon subordinati e le sofferenze.
Positivo l’accordo per Credit Suisse, che ritiene lo schema approvato dal Governo Gentiloni un “good deal” per Intesa e un “happy end” per il sistema di credito italiano”.

“Il fallimento delle due banche venete – ha scritto questa mattina Carlo Tommaselli, capo della ricerca di Credit Suisse – sarebbe costato un qualcosa come 12,5 miliardi di euro, che avrebbero gravato interamente sul sistema creditizio tricolore nella sua totalità”.