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Banche venete rispondono alla Bce, rumor su richiesta aiuti di Stato

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Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza hanno risposto alla Bce, e in una lettera inviata a Francoforte sottolineano di considerare fondamentale la fusione. Le due banche venete, dopo il cda che si è tenuto per entrambe ieri, a Milano, avrebbero anche mostrato un’apertura all’opzione della ricapitalizzazione preventiva, proponendo dunque, come nel caso MPS, di essere salvate con gli aiuti di stato. 

Stando alle indiscrezioni riportate da Reuters, “i board, riferiscono alcune fonti a diretta conoscenza della situazione, non hanno tuttavia ancora avanzato, nell’ambito dei business plan, una richiesta formale di intervento dello Stato con una ricapitalizzazione precauzionale e successiva fusione, strada comunque che le due banche intendono percorrere.  L’auspicio è ovviamente quello di un percorso comune che, con un aumento precauzionale, possa poi portare ad una fusione, ma le banche non possono decidere da sole”, commenta una fonte”.

Le banche venete, nelle trattative in corso con le autorità europee e il Tesoro, starebbero valutando l’ipotesi di un aumento di capitale del valore di 5 miliardi, oltre al miliardo anticipato dal fondo Atlante. Già intervenuto in precedenza con un investimento complessivo di 2,5 miliardi, il fondo sarebbe disponibile a intervenire nel nuovo aumento di capitale con un apporto di 1,7 miliardi.

A rendere più concreta la strada del salvataggio di stato sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale è anche la notizia relativa alle adesioni degli azionisti “azzerati” alle proposte transattive presentate dai due istituti.

Nel caso di Veneto Banca, la proposta rivolta a 75.000 vecchi azionisti ha ricevuto il 60% delle adesioni: valore che rende più probabile il raggiungimento della soglia dell’80%, obiettivo che viene considerato condizione sine qua non per l’erogazione degli aiuti di Stato.

A tal proposito, occhio all’alert che a inizi maggio era arrivato da Axel Finsterbush, strategist di JP Morgan, nel corso di una intervista rilasciata a Bloomberg.

Finsterbush aveva avvertito che sarebbe stato difficile, per le due banche, riuscire a ottenere dall’Unione europea il via libera a un salvataggio sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale: “Ormai si pensa che tutti gli istituti possano affidarsi alla ricapitalizzazione precauzionale, ma questa opzione è una eccezione”.

Lo strategist aveva invitato i risparmiatori a disfarsi delle obbligazioni senior dei due istituti.

La Bce aveva inviato alle banche venete una lettera all’inizio di marzo, chiedendo chiarimenti sul modo in cui Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca avrebbero avuto intenzione di soddisfare i propri fabbisogni di capitale.