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Banche Ue: pressione su quelle irlandesi dopo stress test, gli analisti approvano

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Banche irlandesi sull’ottovolante dopo la pubblicazione dell’esito degli stress test. Se da una parte Bank of Ireland schizza in alto di oltre 35 punti percentuali sulla Borsa di Dublino, Irish Life and Permanent piomba nel buio più assoluto, sprofondando del 60%. Sono infatti questi due nomi che fino a ieri pomeriggio avevano tenuto con il fiato sospeso il mercato, facendo ipotizzare nuove nazionalizzazioni per il settore bancario dell’isola. Nel resto d’Europa i titoli degli istituti finanziari ritornano a sorridere, sollevati dal fatto che la ricapitallizzazione necessaria alle colleghe irlandesi non ha oltrepassato le stime degli analisti. Lo STOXX Europe 600 Banks è tra i migliori indici settoriali di oggi, evidenziando un progresso di oltre l’1%. Le più entusiaste sembrano essere le banche inglesi. Barclays avanza di quasi 4 punti percentuali, seguita da Royal Bank of Scotland (+3%) e Lloyds Banking Group (+2,38%). Secondo il Financial Times, il rapporto dell’Independent Commission on Banking di Londra, in uscita il prossimo 11 aprile, avrebbe anticipato un piano meno costoso e meno dirompente per rendere gli istituti di credito britannici sani e maggiormente competitivi.


I risultati degli stress test sulle banche irlandesi, pubblicati ieri, hanno evidenziato la necessità di capitali freschi per 24 miliardi di euro per quattro banche del Paese. Una cifra inferiore alle attese del mercato che si aspetta invece il bisogno di iniettare altri 30 miliardi. La maggior parte delle risorse, oltre la metà (13,3 miliardi), verrà destinata ad Allied Irish Banks, mentre per Bank of Ireland basteranno 5,2 miliardi, per Ebs Building Society 1,5 miliardi e Irish Life & Permanent avrà bisogno di 4 miliardi. Alle banche sarà richiesto di mantenere un Core Tier I minimo del 6% ed entro due anni il rapporto impieghi/depositi dovrà attestarsi al 122,5% e la leva dovrà essere ridotta per 72,6 miliardi di euro.

“Ciò è decisamente in linea con le aspettative degli analisti e compreso nei 35 miliardi accantonati nel pacchetto Ue-Fmi da complessivi 85 miliardi – hanno commentato oggi gli esperti di Morgan Stanley – L’esito di questo esame è neutrale per i nostri titoli”. Tuttavia, il broker statunitense ricorda che nei risultati di questi stress test non sono incluse le stime per Anglo Irish (che nel precedente test aveva mostrano un potenziale bisogno di 5 miliardi di euro) e per Irish Nationwide, che verranno diffuse a maggio. Reazione positiva anche per gli analisti dell’European Securities Network: “A seguito di questi piani di ricapitalizzazione, il profilo delle banche irlandesi sarà significativamente rafforzato, facilitando il rientro al mercato del debito nel medio termine”. E proseguono: “Queste misure potrebbero assicurare la vitalità del settore nel lungo periodo e aiuterà a ricostruire la fiducia”.


Tuttavia, un punto dolente c’è e riguarda il debito pubblico. Con questi nuovi aiuti, il totale delle iniezioni di capitale irlandesi arriverebbe a 70 miliardi di euro, pari a circa il 45% del Pil del Paese. Gli esperti di European Securities Network stimano che il rapporto tra debito e Pil salirà a 114% nel 2014. Al momento non è stato ancora annunciato l’atteso varo di un nuovo piano di finanziamento della Bce, che per ora ha solo comunicato di sospendere i vincoli sul collaterale nelle operazioni di rifinanziamento per le banche irlandesi. In altre parole, la Bce accetterà i titoli governativi irlandesi come collaterale, anche nel caso in cui perdessero il rating di investment grade. Una ipotesi non tanto lontana visto che ieri Moody’s ha annunciato di non escludere ulteriori declassamenti per i paesi dell’area Euro.