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Banche e svalutazioni: Crédit Agricole verso una perdita record

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Crédit Agricole, tra le maggiori banche della Francia, si avvia a chiudere il 2012 con una perdita storica a causa di una maxi svalutazione. Oggi l’istituto d’Oltralpe ha anticipato che sui conti del quarto trimestre registrerà una posta negativa da 2,676 miliardi di euro legata a una svalutazione degli avviamenti. A questo si aggiungerà anche la svalutazione del 20,2% detenuto nella banca portoghese Bes per un valore di 267 milioni di euro. Non solo. Sono attesi anche 850 milioni di oneri lordi per la rivalutazione del suo debito.  

Una mossa che, secondo quanto ammesso dalla stessa banca, peserà sul risultato netto, già in profondo rosso. Nei primi nove mesi dell’anno, Crédit Agricole ha infatti registrato una perdita di 2,48 miliardi di euro. La prima perdita, pari a 1,47 miliardi di euro, era stata accusata nel 2011. Tuttavia, l’istituto ha precisato che queste misure non impatteranno sulle riserve di liquidità e sulla stabilità del gruppo. L’entità dell’impatto sul bilancio si conoscerà il prossimo 20 febbraio, quando verranno diffusi i conti trimestrali.

Le svalutazioni hanno pesato anche su un altro colosso della finanza europea: Deutsche Bank. Era solo ieri, quando la banca tedesca ha alzato il velo sui conti, scoprendo un calo dell’utile netto annuo dell’85%. Sul risultato hanno pesato oneri per svalutazione di attivi a rischio per 1,9 miliardi di euro, a cui si sono aggiunti 1,6 miliardi di oneri vari, per un totale di 3,5 miliardi.

E come se non bastasse dall’Olanda questa mattina è giunta la notizia della nazionalizzazione di Sns Reaal. Il quarto gruppo bancario e assicurativo del Paese è finito nelle mani dello Stato dopo anni di difficoltà soprattutto per le forti perdite subite nel settore immobiliare. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem. L’operazione avrà un costo per le casse dello Stato di 3,7 miliardi di euro.