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Banche spingono al ribasso le piazze europee, tonfo per Commerzbank

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La debolezza del comparto bancario continua a penalizzare le piazze finanziarie europee. A Francoforte il Dax segna un calo dell’1,37%, il Cac40 scende dell’1,43% e l’Ibex arretra dell’1,97%. Limita le perdite il londinese Ftse100, in calo dello 0,4%.

In agenda macro l’aggiornamento relativo i prezzi alla produzione di Eurolandia, saliti a giugno dello 0,7% mensile (consenso +0,4%), e l’indice Pmi relativo il settore delle costruzioni britannico, che il mese scorso si è attestato a 45,9 punti (gli analisti avevano stimato 44,2 punti).

Sul listino tedesco -1,59% per BMW nonostante vendite e utili record. Il gruppo automobilistico ha riportato nel secondo trimestre un utile netto di 1,94 miliardi di euro, +11,4% rispetto ai 1,74 miliardi del corrispondente periodo del 2015 e sopra le attese degli analisti ferme a 1,80 miliardi. I ricavi sono cresciuti del 4,5% a 25,01 miliardi.

Vendite anche su Volkswagen (-3,08%) dopo la Corea del Sud ha sospeso la certificazione per la vendita di 80 modelli della casa di Wolfsburg e inflitto una multa da oltre 14 milioni di euro a causa di falsificazione di alcuni documenti sull’omologazione. Intanto i dati sulle immatricolazioni hanno evidenziato un -3,9% annuo a luglio (+5,4% nel 2016).

Lettera anche su Commerzbank (-7,77%), che nel secondo trimestre ha visto i ricavi scendere a 2,23 miliardi di euro, dai 2,44 miliardi del corrispettivo periodo del 2015, e Infineon Technologies (-3,47%) che ha vito il fatturato attestarsi a 1,63 miliardi di euro, al di sotto degli 1,65 miliardi stimati dagli analisti.

Deutsche Bank (-3,3%) e Credit Suisse (-5,02%) pagano invece pegno alla rimozione dal paniere paneuropeo Stoxx Europe 50, che raggruppa le 50 maggiori società del Vecchio Continente.