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Banche spingono al ribasso le borse europee, selloff per Barclays

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Nuova giornata di vendite per l’azionario del vecchio continente. In una seduta caratterizzata dalla volatilità, il Cac40 ha chiuso in calo dell’1,86% a 4.030,28 punti, il Ftse100 è sceso del 2,55% a 5.982,2 e il Dax si è fermato a 9.268,66, il 3,02% in meno rispetto al dato precedente.

-1,83% a 7.645,5 per l’Ibex all’indomani delle elezioni che hanno registrato la vittoria del partito popolare (seggi passati da 123 a 137) che però non ottiene la maggioranza in Parlamento.

La crescita della Gran Bretagna resta forte, anche se l’uscita dall’UE non mancherà di avere degli strascichi. Così il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, in una nota diffusa questa mattina nell’intento di rassicurare i mercati. “L’uscita dall’Unione Europea avverrà solo quando saremo pronti”, ha rimarcato il Cancelliere (mentre le autorità europee spingono per un avvio rapido delle trattative).

Secondo Barclays (-17,38%), nel secondo semestre nel Regno Unito inizierà una recessione che spingerà la Bank of England a tagliare il costo del denaro dallo 0,5 allo 0 per cento. Su queste basi, il colosso britannico ha ridotto la valutazione sul comparto bancario europeo a “neutral”. Su Deutsche Bank (-6,17%, toccato nuovo minimo storico a 12,07 euro) e UBS (-8,09%) pesa anche il taglio del prezzo obiettivo annunciato da Citigroup.

In agenda macro il Pmi servizi statunitense, confermatosi a giugno a 51,3 punti (consenso 52 punti). Alle 19.30 l’appuntamento è con l’intervento che il chairman Mario Draghi terrà al Forum della Bce di Sintra, in Portogallo.