Banche: SocGen, Unicredit è da comprare. Piace Ubi Banca

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 17/09/2013 - 10:28
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: UBI BANCA
Quotazione: INTESA S.PAOLO
Quotazione: BANCO POPOLARE

Il comparto bancario italiano finisce sotto la lente di Societe Generale e per Unicredit ci scappa anche una promozione. Gli analisti francesi hanno infatti alzato la raccomandazione sull'istituto di piazza Cordusio a buy dal precedente hold con il target price portato a 5,3 euro da 4,2 euro, in scia al continuo miglioramento dell'asset quality in Italia. Tra le banche di piccole dimensioni, agli esperti piace Ubi Banca grazie alla ristrutturazione e ai livelli di capitale. Su quest'ultima SocGen ha alzato il prezzo obiettivo a 3,7 euro da 3,2 euro, confermando il giudizio hold.

Il broker vede qualche segnale di miglioramento dal punto di vista macroeconomico nel Belpaese, anche se la visione d'insieme rimane cupa con una persistenza della fragilità politica. In merito ai profitti, SocGen vede un trend positivo dopo un secondo trimestre migliore delle attese, con un asset quality che ha superato le aspettative. Le banche italiane, fanno notare gli analisti, sono sovraccariche con elevate scorte di crediti deteriorati che rappresentano il 116% del capitale tangibile. Da questo punto di vista, il sistema bancario italiano è il più vulnerabile in Europa. Per questo la revisione della qualità degli asset potrebbe rivelarsi difficile per gli istituti di credito tricolori.

Per SocGen però proprio la revisione dell'asset quality potrebbe trasformarsi in un catalyst. L'analisi del broker basata sui dati dello scorso secondo trimestre, indica un deficit di capitale tra gli 8 e i 21 miliardi di euro assumendo un 20-40% di prestiti in sofferenza ripuliti. Il riconoscimento dei collaterali è cruciale per un cambio della percezione dell'asset quality. Sotto un "distressed scenario" per il quale il 20% del collaterale è riconosciuto, le scorte per i crediti deteriorati delle banche italiane potrebbero scendere al 69% del capitale tangibile, accanto a quelle dei concorrenti europei (61%). E quindi il riconoscere il valore dei collaterali come un modo per spingere verso un'armonizzazione della qualità del credito in Europa potrebbe essere un efficace catalizzatore per i titoli degli istituti di credito del Belpaese.

SocGen ha quindi portato il prezzo obiettivo di Intesa Sanpaolo a 1,6 euro da 1,4 euro (hold), quello di Banco Popolare a 1 euro da 0,95 euro (hold) e quello della Popolare di Milano a 0,42 euro da 0,37 euro (hold). Riviste al rialzo anche le stime sugli utili 2013-2015 dell'8%.

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