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Banche: R&S Mediobanca, in Europa svetta Ubs per attivi e Abn Amro per redditività

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Le maggiori banche italiane, eccezion fatta per Unicredito dopo la fusione con Hvb, sono ancora “marginali” nel grande risiko europeo se si considerano come metro le attività iscritte in bilancio. E’ quanto emerge dal rapporto R&S Mediobanca sul settore, che prende in esame e i risultati al 2004. Dai quali emerge che la banca che vanta il maggiore attivo è la svizzera Ubs con 1.124 miliardi di euro (prima anche nel mondo), seguita dall’inglese Hsbc con 937 miliardi. La Unicredito italo-tedesca raggiunge i 787 miliardi (dato 2005) mentre Intesa, una volta regina nel Belpaese, si ferma a 275 miliardi mentre il San Paolo-Imi, terzo istituto preso in esame per l’Italia, è a quota 211 miliardi. Ma grandezza equivale a redditività? In Europa non sempre è così. Se Ubs ha raggiunto il 30,1% di Roe (utili in rapporto al patrimonio netto), in Germania il gigante Deutsche bank si è fermata al 10,5%, e il resto delle banche tedesche ha fatto peggio. In Italia Unicredito pre-Hvb ha raggiunto il 18,4% mentre il Credit Agricole, tre volte gli attivi dell’istituto guidato da Alessandro Profumo, non ha raggiunto il 10%. La più redditizia? L’olandese Abn Amro con il 34,2%, fresca acquirente di Antonveneta in Italia. Più in generale, considerando anche il primo semestre 2005, però le banche italiane hanno sviluppato meno i ricavi rispetto alle europee, e ciò è attribuibile secondo gli analisti di R&S Mediobanca alla componente degli utili su negoziazione di titoli e strumenti finanziari. Gli utili sono invece cresciuti maggiormente, ma solo grazie alle poste straordinarie. Per contro, le perdite su crediti sono ancora più pesanti in Italia (6,3-7% dei ricavi) rispetto alla media europea (5,9%). E nella guerra dei costi come vanno le tre maggiori banche italiane rispetto alle big europee? Non malissimo, dato che il cost/income medio italiano è al 60,5% rispetto al 59% delle europee. In tutti e due i casi vi sono stati miglioramenti negli ultimi anni ma le italiane non sono riuscite a chiudere il gap.