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Banche protagoniste: SocGen traina il comparto in scia ai conti, Ing in controtendenza

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Bancari su di giri sulle piazze europee. A Parigi si scatenano gli acquisti su Société Générale, dopo che ha diffuso una trimestrale superiore alle attese. Il titolo della seconda banca francese balza in testa al paniere principale Cac40 con un salto di oltre 4 punti percentuali. A Londra intanto si mette in evidenza Barclays: l’azione vola del 5%, nonostante la bocciatura di Ubs. Lo STOXX Europe 600 Banks è il miglior indice settoriale con un rialzo dell’1,89%. Di riflesso si muovono anche le banche italiane. A Piazza Affari Banca Mps è la migliore blue chip con un +4%, seguita a ruota da Banco Popolare (+3,95%) e  Ubi Banca (+3,53%) e poi Banca Popolare di Milano e Intesa Sanpaolo. In affanno invece Ing Group (-1,22%) che ha diffuso conti inferiori alle attese.


Trimestrale sopra le attese per Société Générale. L’istituto francese ha chiuso il quarto trimestre del 2010 con un utile netto di 874 milioni di euro, quadruplicato rispetto ai 221 milioni del corrispondente periodo del 2009. Il dato supera le stime degli analisti ferme a 865 milioni. Confortata da questi risultati, la banca ha confermato l’obiettivo di utile di 6 miliardi di euro nel 2012 e ha fatto sapere di non aver bisogno di aumenti di capitale per portare il proprio coefficiente Core Tier 1 attorno all’8,5% entro il 2013, per rispettare le regole di Basilea III. Non solo. Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo annuale di 1,75 euro (che potrebbe essere pagato tramite azioni) contro gli 0,25 euro dell’anno precedente.

“Crediamo che le banche francesi continueranno a riportare risultati solidi, con un outlook positivo a livello di Roe (Return on equity) e generazione di capitale”, hanno commentato oggi gli analisti di Nomura, precisando: “Essendo però tra i migliori performer annuali del settore, appaiono vulnerabili a prese di profitto in caso di risultati deludenti”. Il broker giapponese conferma comunque la sua visione “bullish” sul settore bancario europeo. Anche sugli istituti inglesi, infatti, Nomura, rimane soddisfatto: “Barclays ha iniziato bene la stagione delle trimestrali”.


La terza maggiore banca britannica ha registrato nel 2010 un profitto attribuibile agli azionisti in rialzo del 36% a 3,56 miliardi di sterline dai precedenti 2,628 miliardi di dodici mesi prima. Un dato migliore alle attese ferme a 3,2 miliardi grazie soprattutto alla riduzione delle svalutazioni, calate del 30% a 5,67 miliardi. Il Core Tier 1 è salito al 10,8% contro il 10% del 2009. “Buoni risultati dal business e un giusto focus sul Roe per i prossimi anni. Tuttavia per raggiungere l’obiettivo, oltre alla ristrutturazione dei costi, occorrerà un significativo miglioramento dei ricavi e degli utili”, sostengono gli analisti di Ubs, che vedono pesare sul titolo tre fattori: la Commissione bancaria indipendente inglese, la decisione sulla bancarotta di Lehman e il costo del fondo Protium. Per questi motivi, il broker svizzero ha tagliato su Barclays il rating a neutral dal precedente buy, mentre il target price è stato alzato a 350 pence dai precedenti 338 pence.


Risultati in crescita ma sotto le attese invece per Ing Group. L’istituto finanziario olandese ha registrato nell’ultimo trimestre del 2010 un utile netto di 433 milioni di euro, in rialzo rispetto alla perdita di 712 milioni dello stesso periodo del 2009, ma sotto le stime degli analisti pari a 537 milioni di euro. Il gruppo non distribuirà il dividendo annuale “dato lo scenario finanziario, le richieste regolatorie e la priorità a ripagare lo stato”. “Il focus per il 2011 sarà quello di preparare il business assicurativo a due Ipo”, ha fatto sapere Jan Hommen, amministratore delegato del gruppo.