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Banche nel vortice delle vendite, Credit Suisse in affanno dopo i conti e il taglio al personale

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Le banche tornano nell’occhio del ciclone, dopo che il governo di Atene ha indetto un referendum per approvare l’accordo raggiunto la scorsa settimana nel vertice europeo contro la crisi. Ad appesantire ulteriormente il comparto, ci si sono messi i deboli conti e la sforbiciata al personale di Credit Suisse, la seconda maggiore banca svizzera. Così lo STOXX Europe 600 Banks è tra i peggiori indici settoriali, con un calo del 5,56%. Fa peggio solo lo STOXX Europe 600 Insurance (-5,87%) preoccupato dal rischio di un fallimento della Grecia, nel caso in cui il referendum respingesse l’accordo di Bruxelles. Tra i singoli titoli bancari, i più colpiti dalle vendite sono i francesi, non a caso tra i più esposti al debito ellenico. A Parigi Société Générale cede oltre il 12%, seguita da Crédit Agricole e BNP Paribas che perdono 10 punti percentuali. Tonfo di circa l’8% per Credit Suisse a Zurigo.


I conti di Credit Suisse deludono le attese
Seppur in crescita, la trimestrale di Credit Suisse ha deluso le aspettative del mercato. La banca elvetica ha registrato nel terzo trimestre dell’anno un utile netto attribuibile agli azionisti pari a 683 milioni di franchi (circa 561 milioni di euro), in rialzo del 12% rispetto allo stesso periodo del 2010. Le attese degli analisti erano però ferme a 979 milioni di franchi. “Il terzo trimestre è stato caratterizzato da un contesto impegnativo con un alto grado di incertezza, un basso livello di attività della clientela in tutti i settori e un’estrema volatilità di mercato”, ha commentato Brady Dougan, amministratore delegato del gruppo. A pesare è stato soprattutto il risultato ottenuto nell’attività di investment bank, che ha riportato una perdita ante imposte di 190 milioni di franchi, il primo rosso trimestrale dal 2008.

Sforbiciata sul 4% della forza lavoro
Alla luce dei risultati ottenuti, Credit Suisse ha annunciato un nuovo piano di riduzione dei costi, che verrà applicato soprattutto nella divisione di investment banking. Il programma prevede una riduzione dei posti di lavoro di circa il 4% sull’organico totale del gruppo, pari a circa 1.500 posti. La misura comporterà costi di implementazione di 550 milioni di franchi per il 2011 (più di quanto inizialmente previsto in una fascia fra 400 milioni e 450 milioni di franchi). E i benefici si vedranno soprattutto a partire dall’anno prossimo.