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Banche: nel 2017 focus sul derisking, outlook leggermente migliori (analisti)

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Il 2016 è stato l’“annus horribilis” del settore bancario italiano, con le storie degli istituti più importanti contraddistinte dai noti problemi legati alla redditività ed alla patrimonializzazione, il cui apice è stato rappresentato dalla risoluzione che tutti conosciamo del caso Mps.

Per il 2017 gli analisti vedono dei timidi segnali di ripresa. “Dopo un quarto trimestre 2016 non particolarmente brillante per il settore vediamo un trend in miglioramento nel 2017, con il focus orientato al derisking”, spiegano gli esperti di Equita Sim in un report fatto circolare questa mattina.

Derisking dunque, rappresenta ad oggi la parole d’ordine per gli istituti tricolori, con la Bce a metter pressione per alleviare i bilanci già martoriati dalle svalutazioni degli anni passati. Sul 2017 le guidance non sono irrealizzabili, “le banche si attendono una crescita dei ricavi core a duna singola cifra”, sottolinea il report, cifre che dovrebbero beneficiare in particolar modo del TLTRO (+2pp).

In questo quadro i problemi persistono anche sul fronte dell’affidabilità delle aziende di credito, dove persistono i problemi di generazione di cash. Lo sanno bene dalle parti di Fitch che questa mattina ha tagliato il rating a lungo termine su UBI Banca portandolo a BBB- con outlook negativo, ponendo forti dubbi “sulla realizzazione degli obiettivi di riduzione dei crediti deteriorati”.

Per l’agenzia di rating statunitense la spada di Damocle che pesa sull’intero settore è rappresentata dal debito sovrano italiano. “L’outlook negativo che abbiamo sul settore creditizio riflette sostanzialmente il livello di rating del debito sovrano italiano”, si leggeva in un report fatto circolare la scorsa settimana. Elementi che hanno condizionato anche la view sulla prima banca italiana per solidità e redditività: Intesa Sanpaolo, il cui outlook è stato abbassato a negativo.

In attesa che le migliori prospettive per il 2017 si materializzino, il sistema non rimane immune dai rischi, soprattutto alla luce delle tante storie in attesa di una conclusione, prima su tutti la vicenda Mps. Equita ribadisce che “l`approvazione del decreto sulla ricapitalizzazione pubblica di Mps potrebbe avere un impatto negativo di circa il 10% sul Tier2 del settore”, puntando il dito contro lo sconto del 25% sull’aumento di capitale rispetto alla versione originaria studiata per consentire l’intervento dello Stato.