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Banche italiane: Unimpresa, boom sofferenze in un anno, necessario accelerare il varo della bad bank

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Nuovo incremento per le sofferenze nelle banche del Bel Paese, salite del 16% annuo a luglio 2015 sopra quota 197 miliardi di euro (+30 miliardi in 12 mesi). Questo il quadro che emerge dal rapporto mensile sul credito elaborato dal Centro studi di Unimpresa (Unione Nazionale di Imprese). La quota maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (141 miliardi, +18% a/a), le “rate non pagate” dalle famiglie valgono più di 35 miliardi (+9,4%), mentre quelle delle imprese familiari oltre 15 miliardi (+11,4%). Superano la soglia dei 4 miliardi (4,2 miliardi, +75,3%) le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie.

Complessivamente, rileva il Centro studi di Unimpresa, le sofferenze corrispondono al 14% dei prestiti bancari, in aumento rispetto al 12% di un anno fa. “Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in quattro anni e mezzo, quindi, sono più che raddoppiate”, si legge nel resoconto.

Per quanto riguarda i finanziamenti, nell’ultimo anno le banche hanno tagliato i finanziamenti a imprese e famiglie per 10 miliardi (-0,6%) complessivi ma segnali positivi arrivano dagli impieghi. “I prestiti di medio periodo per le aziende sono andati in controtendenza e sono saliti di quasi 13 miliardi (+12%) così come è cresciuto il credito al consumo, aumentato di quasi 12 miliardi (+21%)”.

Unimpresa: situazione gravissima, indispensabile il varo della bad bank
“Quella del credito resta una situazione gravissima e, di fronte alla sempre maggiore difficoltà, sia delle famiglie sia delle imprese, nel pagare le rate dei finanziamenti, assistiamo a un atteggiamento di superficialità da parte delle istituzioni che dovrebbero accelerare il varo della cosiddetta bad bank, vale a dire una sorta di macchina per ripulire i bilanci delle banche dalle sofferenze che finiscono col frenare le nuove erogazioni”, ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.