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Banche italiane, da Ue nuove richieste capitali? Mentre al G20 si insiste sul bail-in

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Nuova sfida per le banche italiane: stando a indiscrezioni riportate da Reuters, i ministri delle finanze dell’Unione europea proporranno alla Commissione europea di valutare regole più severe sui capitali che le banche devono detenere. In particolare, i ministri vorrebbero che la Commissione imponesse alle banche del blocco di accantonare ulteriori cuscinetti di capitale, a fronte del rischio legato agli NPL, dunque ai crediti deteriorati.

La richiesta creerebbe un precedente, in quanto finora l’Ecofin non ha mai auspicato cambiamenti nella normativa vigente che imponessero agli istituti di raccogliere capitali per far fronte specificamente alla questione delle sofferenze.

Secondo i documenti a cui Reuters ha avuto accesso, la richiesta sarà presentata il prossimo martedì 11 luglio: in quell’occasione, i ministri lanceranno anche un appello affinché i paesi Ue diano vita a società nazionali di gestione degli asset che facilitino lo sviluppo e il funzionamento di un mercato secondario per i crediti deteriorati.

Arriva intanto la notizia di un rapporto che il Financial Stability Board avrebbe consegnato ai paesi del G20, in occasione del meeting che si sta svolgendo ad Amburgo, in Germania. Nel rapporto, l’FSB scrive che, sebbene ci siano stati progressi nel porre fine ai bailout delle banche, dunque alle operazioni di salvataggio finanziate con i soldi dei contribuenti, resta ancora molto da fare.

E lo stesso Financial Times non può fare a meno di ricordare che le raccomandazioni arrivano proprio pochi giorni dopo che l’Italia ha salvato le banche venete e Mps derogando alla normativa attuale, che prevede il bail-in, e ricorrendo proprio ai fondi pubblici.

“Sono trascorsi dieci anni dalla crisi finanziaria globale – si legge nel rapporto dell’FSB – e sono stati fatti progressi considerevoli nel tentare di porre fine al fenomeno del ‘Too Big To Fail”. Lo sviluppo di politiche che aiutino ad assicurare che si possa ricorrere alla risoluzione di istituzioni sistematicamente importanti, senza provocare turbolenze più estese, è in gran parte completo. In alcune aree, rimane tuttavia da fare un lavoro significativo perchè tali regole vengano applicate a pieno”.