Banche italiane nel mirino di S&P, rating tagliato a Intesa Sp e Mediobanca

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 23/04/2010 - 15:14
Quotazione: MEDIOBANCA
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: INTESA SAN PAOLO
Quotazione: UBI BANCA
Quotazione: BANCO POPOLARE

La scure di Standard & Poor's si abbatte su Intesa SanPaolo e Mediobanca. L'agenzia di rating ha completato una revisione delle sue valutazioni sulle banche italiane a seguito di un aggiornamento delle aspettative sulla crescita dell'economia italiana nel periodo 2010-2011. "Data la nostra visione aggiornata delle deboli prospettive economiche e l'aggiornamento delle nostre stime di utili per il 2010 e il 2011, ci aspettiamo che la qualità degli asset e degli utili delle banche italiane resteranno, in generale, sottoposti a pressioni significative nel prossimo biennio", si legge nello studio pubblicato da S&P. Nel dettaglio, l'agenzia ha abbassato i rating su Intesa SanPaolo e Mediobanca a A+/A-1 da AA-/A-1+, ritenendo che questi istituti "sono vulnerabili alle deboli prospettive economiche domestiche che non sostengono più il rating precedente". L'outlook è stabile e riflette l'opinione che i buoni profili finanziari di queste banche offrano "protezione sufficiente contro possibili incertezze della fragile ripresa economica italiana". Rating confermato per Unicredit a A/A-1 con outlook stabile.

Per Ubi Banca S&P ha confermato il rating A/A-1, rivedendo però al ribasso l'outlook a negativo da stabile per la "ridotta capacità della banca di assorbire perdite su crediti più alte del previsto" nel caso di una ripresa economica esitante. L'agenzia statunitense ha inoltre ribadito il giudizio A-/A-2 per il Banco Popolare con outlook indicato negativo. Ridotto invece il giudizio a BB- da BB per gli strumenti ibridi dello stesso istituto veronese. "I rating finali di Mps e di Banco Popolare beneficiano rispettivamente di uno e di due livelli di supporto poiché beneficiano del sostegno atteso da parte del Governo vista la loro elevata importanza sistemica". L'outlook negativo per il Banco Popolare viene spiegato con la potenziale pressione a cui l'istituto verrà sottoposto nel caso in cui non fosse in grado di ricostruire la propria "core capital position" e di ridurre con successo i rischi relativi a Italease nei prossimi trimestri.

Nella ricerca sul sistema bancario pubblicata oggi, S&P ha stimato che le perdite sul credito del comparto potrebbero arrivare alla somma complessiva di 59 miliardi nell'arco del triennio 2009-2011 pari a circa il 3,8% dei prestiti al consumo alla fine del 2008. "Questa nostra attesa di perdite sul credito potenzialmente alte - scrivono gli analisti -  riflette principalmente la nostra analisi circa la velocità e la profondità della recessione in Italia nel 2008-2009, seguita dalle nostre attese per un tasso di crescita molto basso nel 2010 e 2011". Il totale delle perdite sul credito per le banche italiane tra il 2009 e il 2011 "sarà probabilmente simile a quello raggiunto in Italia nella recessione degli inizi anni Novanta". A Piazza Affari il comparto del credito, dopo il report di S&P, ha rallentato la corsa e adesso viaggia contrastato: Intesa cede lo 0,83% a 2,69 euro e il Banco lo 0,68% a 5,10 euro. Sopra la parità Unicredit (+0,23% a 2,15 euro), Ubi Banca (+0,20% a 9,97 euro) e Mediobanca (+0,07% a 7,45 euro).

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