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Banche italiane: Moody’s, esame Bce negativo per quelle più deboli

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Moody’s esprime qualche preoccupazione sulle banche italiane caratterizzate da indici di capitale deboli, in vista dell’esame dei bilanci che la Bce metterà in atto a partire da novembre su 128 banche europee. In particolare, il requisito minimo dell’8% richiesto dalla Bce per il common equity Tier1 è negativo per il credito delle obbligazioni junior degli istituti di credito del Belpaese vicine o al di sotto di questa soglia, o con una bassa qualità degli asset.

E’ quanto si legge nel Credit Outlook pubblicato da Moody’s. Per l’agenzia di rating sarà difficile per queste banche far fronte alla carenza patrimoniale attraverso risorse private. Per questo, per gli esperti, aumentano le probabilità di un intervento pubblico e un fallimento ordinato con perdite per i detentori dei bond junior. Moody’s nel report fa il nome di Banca Carige, Banca Popolare di Milano, Credito Valtellinese, Monte dei Paschi e Banco Popolare, tutti isitutti che presentano una debole qualità degli asset.

Gli esperti fanno notare che le banche italiane, a differenza di quelle europee, beneficeranno dell’armonizzazione annunciata dall’Eba della definizione di non performing loan e che la Banca d’Italia ha già adottato a differenza delle authority di altri Paesi. Beneficio che però, a detta di Moody’s, sarà probabilmente compensato da un maggior scrutinio sulle misure “debt forbearance” definite dall’Eba come estensione delle concessioni ai debitori in difficoltà.