Banche italiane: Adusbef, il Governo deve lavorare per ridurre costi

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Anche la Commissione Europea, più celere dell’Antitrust italiano che continua da oltre un anno ad indagare, certifica gli elevatissimi costi dei servizi bancari più elevati in assoluto d’Europa, riconoscendo in pieno 20 anni di denunce dell’Adusbef contro un sistema bancario italiano, caro, vessatorio ed inefficiente. Esordisce così Elio Iannutti, presidente dell’associazione dei consumatori. Se infatti il costo medio per la tenuta di un conto corrente in Europa è di 14 euro, in Italia le banche italiane ne chiedono più di 5 volte tanto, ossia 60 euro, facendo la media tra conti convenzionati ed a pacchetto, “perché se si ha la sventura di avere un conto corrente senza agevolazioni, ossia a listino, con 11 operazioni mensili occorre sborsare oltre 550 euro l’anno”, proseguono all’Adusbef. Dunque secondo Iannutti per ridurre gli elevatissimi costi di gestione dei conti correnti italiani, il Governo deve ancora lavorare sodo, dopo il decreto sui mutui, che ha eliminato le penali di estinzione e la servitù di chiedere il favore a banche e notai, per la cancellazione dell’ipoteca, con un costo anche superiore a 600 euro, abrogando i costi di trasferimento dei titoli ed introducendo la portabilità dei conti correnti, alla stessa stregua della portabilità del numero di telefonino da un gestore all’altro, tecnicamente possibile da domani.