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Banche sotto attacco: incertezza politica grava sul settore, alcune banche falliranno (Aberdeen)

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Nuova seduta difficile per le banche italiane che continuano a pagare l’incertezza politica e le tensioni in aumento sul fronte Btp (rendimento salito oggi al 2,42%, massimi dal 2014). In affanno anche le big con Unicredit a -2,23% e Intesa Sanpaolo scesa dell’1,75%. Tensioni destinate a continuare considerando lo scenario attuale. “Il futuro appare cupo per gran parte del settore bancario italiano. Già prima delle elezioni c’era una serie di banche nazionali e regionali non competitive, che non prestavano abbastanza ed erano ancora appesantite da troppi crediti inesigibili”, commenta Andrew Fraser, Head of Financial Credit Research di Aberdeen Standard Investments. “Il salvataggio di Mps l’anno scorso non è stato un progetto da imitare. Alcune banche falliranno e molte dovranno certamente procedere a fusioni”, asserisce l’esperto di Aberdeen.

Pro e contro di un forte allentamento fiscale

L’incertezza politica è un elemento che in questo frangente sta mettendo a dura prova il settore. “Da un lato, se le leggi sul fallimento, recentemente modificate, venissero revocate, ciò potrebbe davvero danneggiare il mercato dei crediti in sofferenza“, rimarca Fraser che aggiunge: “Un forte allentamento fiscale potrebbe favorire la crescita e quindi le banche, ma potrebbe anche aumentare il debito rispetto al Pil, che è già troppo elevato, e ciò in ultima analisi potrebbe avere una ricaduta sulle banche”.

 

Difficilmente mancherà il sostegno di Draghi

Ma non è tutto negativo con le banche hanno gestito un gran numero di crediti inesigibili, anche se il loro ammontare è ancora eccessivo. “La Bce ha ancora margine per sostenere le banche italiane orientando i loro acquisti di asset verso i titoli di Stato italiani. Dopo tutto, Mario Draghi non vuole che tutto il suo buon lavoro venga annullato dalla politica”, conclude Fraser.