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Banche in festa nel giorno di dimissioni Fazio, bene Italcementi

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All’interno dell’S&P/Mib, sembra che le banche abbiano salutato con il sorriso sulle labbra le dimissioni di Antonio Fazio da governatore di Bankitalia. I balzi più netti sono stati quelli compiuti da Banca Intesa (+2,80%), Monte dei Paschi di Siena (+3,85%), Mediobanca (+2,62%), Banche Popolari Unite (+2,36%), Popolare di Milano (+3,84%) e Bnl (+2,11%). In forma smagliante anche Italcementi (+2,91%), che potrebbe avere risentito positivamente del buon giudizio giunto da un’importante casa d’affari. Gli esperti di Ubs hanno infatti ritoccato al rialzo il target price individuato per la controllata Ciment Francais, portandolo da 88 a 100 euro e confermando la raccomandazione “neutral”. Deboli invece i titoli petroliferi, Eni (-1,60%) e Saipem (-0,86%), che hanno risentito negativamente del secco ritracciamento delle quotazioni del greggio sui mercati delle materie prime. Ma le cose non sono andate per il meglio nemmeno per i titoli energetici in generale. Giù quindi Terna, Snam Rete Gas e Enel. Segno meno poi per Alleanza, Telecom Italia, Mondadori, Mediaset e Autogrill. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo attivo nel settore della ristorazione autostradale sarebbe pronto ad offrire 1,4 miliardi di sterline per conquistare Compass, entrando così nel vivo della seconda fase della gara. In particolare, Autogrill avrebbe presentato un’offerta per Ssp, la divisione di ristorazione al dettaglio che Compass ha messo in vendita per un valore minimo di un miliardo di sterline. Infine, fiammata di oltre il 5,5% per Banca Popolare Italiana, mentre, nelle sue deposizioni-fiume, durante gli interrogatori con i pm tenutesi sia sabato sia domenica, l’ex numero, Gianpiero Fiorani, ha fatto sicuramente “nuovi nomi eccellenti”. In grande spolvero, infine, Unipol (+2,13%). E’ di venerdì scorso la notizia che, dopo la nuova sospensione dell’istruttoria da parte della Banca d’Italia, con il consenguente ennesimo slittamento del connesso via libera, la compagnia assicurativa guidata da Giovanni Consorte ha preso amaramente atto che non esistono più i tempi tecnici per dare il via all’operazione e concluderla entro il 2005. Così, il termine dell’operazione è stato fissato per il 2006.