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Banche: Fitch Ratings abbassa outlook sulle big di Piazza Affari, stabile Popolare Emilia Romagna

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Fitch Ratings ha ridotto l’outlook sul sistema bancario italiano per il 2017, portandolo a “negative” dal precedente “stable” del 2016. Fra le principali cause che hanno determinato la review dell’outlook l’agenzia indica “la scarsa qualità degli attivi, la bassa redditività e coefficienti patrimoniali insufficienti”.

“Ci aspettiamo che nel 2017 gli accantonamenti rimarranno alti a causa della migrazione degli NPLs dalla categoria ‘unlikely to pay’ a ‘sofferenze’, dove le perdite attese sono più elevate” si legge nel report diffuso questa notte. Lo stock di crediti deteriorati infatti ammonta a circa 330 miliardi di euro (secondo i dati di Banca d’Italia al 30 giugno 2016), riparti fra 200 miliardi di sofferenze e circa 123 miliardi di crediti classificati da Fitch come “unlikely to pay”.

BPER confermata a “stable”, declassate le Big
A livello di singoli titoli è risonante il peggioramento dell’outlook sulle due big di Piazza Affari: UniCredit e Intesa Sanpaolo. Per entrambi gli istituti l’agenzia ha ridotto l’outlook da “stable” a “negative”, pur lasciando invariato l’attuale giudizio fermo a BBB+ per entrambe.

UniCredit, la banca “sistemica” per eccellenza del comparto italiano, e Intesa, ritenuta la più solida, potrebbero soffrire nel 2017 a causa del perdurare della stagnazione economica. Gli analisti di Fitch Ratings stimano infatti una contrazione degli investimenti sotto il 2%, elemento questo che potrebbe quindi contribuire a deprimere ancor di più l’economi italiana. “Secondo i nostri modelli l’Italia crescerà a tassi inferiori rispetto alla media dell’Eurozona. Stimiamo una crescita del Pil pari allo 0,9% nel 2017 e dell’1% nel 2018” spiegano gli esperti.

La Popolare dell’Emilia Romagna è vista “stabile”, con un rating pari a BB in virtù delle sue qualità patrimoniali apprezzate dagli analisti. Infatti le autorità di regolamentazione “dovrebbero richiedere ulteriori sforzi agli istituti italiani, alzando i buffer di capitale per le banche italiane” chiariscono gli analisti, “pertanto molti istituti come Banca Popolare di Vicenza o Veneto Banca potrebbero aver bisogno di ulteriore capitale. In tal caso ci aspettiamo un nuovo ricorso al fondo Atlante”.