Banche: per Deutsche Bank nessun catalist dai conti trimestrali

Inviato da Flavia Scarano il Ven, 03/05/2013 - 15:25

I risultati trimestrali del comparto bancario italiano non costituiranno un catalist. A prevalere sarà il sentiment sul Belpaese. Ne è convinta Deutsche Bank in un report in cui ricorda che la stagione delle trimestrali verrà inaugurata da Unicredit il 10 maggio e si chiuderà il 14 maggio con i risultati di quasi tutti gli altri istituti di credito. Gli analisti ritengono che i conti saranno supportati dall'attività di negoziazione mentre la favorevole stagionalità sugli accantonamenti per le perdite su crediti e il controllo dei costi potrebbe contribuire all'incremento degli utili trimestrali. Tuttavia, il margine d'interesse sarà con ogni probabilità debole. In questo quadro, gli esperti hanno confermato il giudizio buy su Unicredit, la banca maggiormente correlata al sentiment sull'Italia, e su Intesa Sanpaolo, che DB ritiene possa offrire il miglior rischio-rendimento.

"I risultati di primo trimestre non  rappresenteranno un catalizzatore", ribadisce il broker. La cattiva notizia è rappresentata dal fatto che la debolezza del margine d'interesse è stata ampiamente anticipata nelle previsioni. La positiva riguarda possibili soprese dal lato trading income, che potrebbero essere lette come fattori straordinari mentre quelle sugli accantonamenti per perdite sui crediti potrebbero essere considerate come trend stagionale. "Nel primo trimestre ci aspettiamo che il margine d'interesse delle banche italiane scenda in media del 2,1% su base trimestrale a causa dei due giorni in meno dei primi tre mesi del 2013 e, in alcuni casi, delle vendite all'interno del trimestre di titoli di Stato. Le attività di negoziazione potrebbero essere robuste, supportate dalle tendenze di mercato e dalle già menzionate operazioni sul portafoglio dei titoli sovrani. Le commissioni potrebbero subire un calo su base trimestrale ma mostrare una crescita su base annua".

Deutsche Bank ha così abbassato le stime sull'utile per azione del comparto del 29% per il 2013 e del 6% per il 2014 in scia alla diminuzione in media del 2% del margine d'interesse e dell'aumento del 7% in media degli accantonamenti per perdite sui crediti. "Vediamo del potenziale su Unicredit nel breve termine: nonostante la sua diversificazione geografica, le performance di Piazza Cordusio sono strettamente connesse a quelle dei competitor italiani per la necessità di ristrutturare le operazioni nel Belpaese. Questo significa che Unicredit potrebbe beneficiare maggiormente di un miglioramento del sentiment sulla situazione politica e macroeconomica italiana".

Gli analisti apprezzano Intesa Sanpaolo a questi prezzi per la nuova strategia di ottimizzazione dei costi e perché ritengono che abbia un buon rischio-rendimento, con il 28% di potenziale upside nel target price e con una protezione da possibile downside in considerazione della solidità del capitale e della sua posizione di liquidità.
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