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Banche: Deutsche Bank boccia Unicredit, Intesa Sanpaolo unica da comprare

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Deutsche Bank boccia Unicredit e così Intesa Sanpaolo rimane l’unico titolo del settore da comprare. Gli analisti del colosso bancario tedesco spiegano infatti che dopo il rally del 40% da inizio anno e del 30% dalla fine di agosto messo a segno dal comparto bancario, vedono ora un limitato potenziale upside nel settore. “Riteniamo che il rinnovato focus sulla redditività di breve termine (ancora in sofferenza) o i venti contrari in ambito regolatorio potrebbero rappresentare un’occasione per prendere profitto su alcuni  nomi italiani”. E così Deutsche Bank ha deciso di abbassare il giudizio su Unicredit a hold dal precedente buy con target price alzato a 5,60 da 5,50 euro e confermare il rating buy su Intesa Sanpaolo con il prezzo obiettivo passato a 2,10 euro da 1,80.

Bocciata Unicredit
“Da agosto Unicredit ha registrato un rally di circa il 30% e i prezzi correnti di mercato sono vicini al nostro target price”, spiegano gli esperti. “Di conseguenza abbassiamo il giudizio a hold. Il potenziale di lungo termine rimane invariato ma – avverte il broker – ci potrebbe essere una revisione negativa sulle stime di utili 2013, a livello di consensus, anche per via delle ispezioni in corso da parte della Banca d’Italia“. Deutsche Bank ha ridotto le sue attese sull’utile per azione rettificato 2013 a -0,03 euro da 0,16 euro. “Unicredit è sulla buona strada per la ristrutturazione del suo business italiano ma – spiega la banca d’affari – alcuni risultati saranno visibili solo nel lungo termine (come per esempio la normalizzazione degli accantonamenti e una migliore generazione di ricavi) per questo non vorremmo inserirli nel prezzo di oggi”. Infine “la valutazione delle stime sul 2015 comincia a essere convincente”. 

Una stagione delle trimestrali in rallentamento
I risultati di terzo trimestre del settore sono concentrati nella settimana tra l’11 e il 15 novembre. “Prevediamo su base trimestrale un margine d’interesse in crescita dello 0,5% in media (ma in lieve ribasso rispetto ai tre mesi precedenti per Unicredit e poco mosso per intesa Sanpaolo) in scia alla riduzione dei costi di finanziamento; imposte in contrazione; un calo del trading income; accantonamenti sulle perdite da crediti stabili o in lieve flessione rispetto ai tre mesi precedenti ma ancora alte su base annua”. Secondo Deutsche Bank, i risultati di terzo trimestre non porteranno grandi notizie in merito alle prospettive di redditività del settore ma i commenti delle banche sulle ispezioni in corso da parte della Banca d’Italia o sulla loro decisione di anticipare (di almeno un anno) i potenziali impatti sull’Asset quality review della Bce potrebbero mostrare spese ‘straordinarie” nelle stime di quarto trimestre. “Per catturare questo elemento aumentiamo le stime sugli accantonamenti 2013 del 17%”, spiegano gli analisti.

Deutsche Bank ha inoltre deciso di ridurre le attese di utile per azione rettificato del settore del 94% nel 2013, del 7% nel 2014 e di mantenerle invariate per il 2015, principalmente a causa dei più alti accantonamenti sulle perdite da crediti. Di conseguenza ha abbassato il dividendo: per Intesa Sanpaolo gli analisti ora assumono un payout del 50% sulle stime di Eps 2013 rispetto ad un dividendo stabile su base annua precedentemente atteso. Per Unicredit Deutsche Bank non prevede alcun dividendo.

A Piazza Affari Unicredit cede lo 0,38% a 5,28 euro mentre Intesa Sanpaolo avanza dello 0,17% a 1,803 euro. Miste le performance degli altri nomi del settore bancario: la Popolare di Milano perde il 2,57% a 0,470 euro mentre Banco Popolare guadagna lo 0,42% a 1,418 euro, Ubi Banca sale l’1,40% a 4,936 euro, Mediobanca  il 2,69% a 6,5 euro e Monte dei Paschi svetta con un rialzo del 3,67% a 0,220 euro.