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Banche deboli a Piazza Affari, accordo Intesa Sanpaolo-Unicredit su ristrutturazione crediti

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Comparto bancario sotto i riflettori a Piazza Affari. Intesa Sanpaolo, Unicredit, Kkr e Alvarez & Marsal (A&M) hanno firmato un memorandum of understanding “per sviluppare e realizzare insieme una soluzione innovativa finalizzata a ottimizzare le performance e massimizzare il valore di un selezionato portafoglio di crediti in ristrutturazione attraverso la gestione attiva degli asset e l’apporto di nuove risorse finanziare“. Così ha spiegato una nota congiunta delle società. “La formazione e l’operatività della partnership sono ancora oggetto di discussione e verifica tra le parti. Ulteriori dettagli verranno resi noti con il progredire dell’operazione”, conclude la nota. Deboli i due istituti di credito italiani sul Ftse Mib: Unicredit cede lo 0,3% a 6,48 euro mentre intesa Sanpaolo avanza dello 0,16% a 2,432 euro.

Sotto pressione sul paniere principale Monte dei Paschi e Banco Popolare. La banca senese, che cede l’1,7% a 0,2334 euro, risente dell’incremento dell’importo dell’aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro in sostituzione dell’ammontare di 3 miliardi già autorizzato il 28 dicembre 2013. Incremento che, ha spiegato Rocca Salimbeni in una nota, “ha lo scopo di dotare la banca di un buffer di capitale funzionale all’assorbimento di eventuali impatti negativi derivanti dal Comprehensive Assessment e continuare a far fronte agli impegni assunti nel piano”. Tra un mese si terrà l’assemblea straordinaria per il via libera alla ricapitalizzazione.

Non se la passa meglio Banco Popolare (-1,8% a 15,11 euro) alla vigilia dell’avvio dell’offerta dei diritti inoptati dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro. L’istituto di credito ha chiuso la sottoscrizione giovedì scorso con adesioni pari al 99,13% per 1,48 miliardi di euro. L’offerta riguarda quasi 1,52 milioni di diritti per 1,43 milioni di azioni ed un controvalore di 12,91 milioni di euro e si concluderà il prossimo 29 aprile, salvo chiusura anticipata. Ogni 18 diritti posseduti si possono ottenere 17 azioni del valore di 9 euro ciascuna.

In generale il settore bancario risente dell’aumento della tassazione al 26% sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia prevista nel decreto Irpef. Sul punto è intervenuto in mattinata il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che dalla trasmissione Radio anch’io ha affermato che la tassazione “lascia alle banche, in sede patrimoniale, un po’ meno, ma è sempre una rivalutazione importante e sono convinto che le banche faranno il loro lavoro, dare credito all’economia, cosa che è nel loro interesse, perchè così fanno profitti e se l’economia riprende anche le banche hanno benefici”.