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Banche: da UniCredit e Creval decisioni lungimiranti (analisti)

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Se da un lato l’impostazione complessiva del provvedimento della BCE sulla svalutazione dei crediti deteriorati rimane intatta, dall’altra l’istituto con sede a Francoforte potrebbe rinviare di qualche mese l’entrata in vigore della riforma.

La responsabile francese, Danièle Nouy, in occasione della consultazione pubblica tenutasi ieri a Francoforte ha annunciato che l`introduzione del calendar provisioning potrebbe essere rinviata di qualche mese e che saranno soggetti i nuovi NPE (Non Performing Exposures) derivanti anche dagli impieghi già esistenti.

Per gli analisti di Equita il primo aspetto è valutato “neutrale” per il comparto mentre il secondo è “leggermente negativo”. “Negativo” è invece “l`obiettivo finale del regolatore è far convergere tutte le banche europee ad un gross NPE ratio del 5%” così come la mancata differenza tra incagli (UTP) e sofferenze (NPL).

“Leggermente positivo” invece il fatto che “la BCE darà un certo margine di tempo alle banche che dimostreranno di voler affrontare in modo serio il tema dello stock di NPE”. “Valutiamo questo punto come solo leggermente positivo perché immaginiamo che si tratti di un periodo non troppo lungo, al massimo un paio d`anni”.

“Anche alla luce di questa audizione pensiamo che sia stata lungimirante la decisone di Unicredit di ridurre drasticamente lo stock di NPE in occasione dell`aumento di capitale e la decisione di Creval di presentare un piano che punta a ridurre gli NPE lordi al 10% degli impieghi come chiede il regolatore”.