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Banche centrali: tassi fermi in Europa, Fed pronta a tagliare

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La preoccupazione è la stessa, ma le reazioni sono opposte. La Banca centrale europea (Bce) e quella americana (Fed) si muovono in maniera opposta sul fronte dei tassi d’interesse, anche se le linee di azione non appaiono conflittuali. Se il numero uno dell’istituto di Francoforte, Jean Claude Tichet, ha deciso di lasciare invariato anche in questo primo incontro del 2008 il costo del denaro al 4%, avvertendo che agirà in modo preventivo con nuovi aumenti per far fronte all’inflazione. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, si è detto, invece, pronto a intervenire anche in modo deciso sull’attuale tasso d’interesse ora fermo al 4,25% per contrastare l’ipotesi di una recessione negli Stati Uniti per l’anno che è appena iniziato.


Nella consueta conferenza stampa che segue la decisione dell’Eurotower sui tassi Trichet è apparso chiaro e senza molti giri di parole ha confermato la priorità dell’obiettivo di garantire il contenimento dell’inflazione pur in un contesto di rallentamento della crescita. “I dati che vediamo sono di crescita forte anche se in rallentamento – ha detto il numero uno della Bce- è una situazione delicata ma dobbiamo garantire la stabilità dei prezzi”. Il messaggio ha dunque deluso quanti si aspettavano un’apertura  verso un taglio dei tassi. Trichet ha anzi messo l’accento sul fatto che la Bce è preparata ad agire preventivamente per evitare rischi alla stabilità dei prezzi.

In serata è poi arrivato l’intervento Ben Bernanke sulle prospettive dell’economia. Nel discorso di ieri il presidente della Fed ha lasciato intendere che la banca centrale americana è disposta a intervenire anche in modo aggressivo sui tassi pur di fornire sostegno alla crescita e prevenire ulteriori rischi verso il basso. Questo, in termini pratici, spiana la strada a un eventuale taglio di 50 punti base al prossimo incontro del Federal Open Market Committee (Fomc) in programma il 29-30 gennaio.


Le dichiarazioni di Bernanke hanno agito negativamente sul dollaro. È questo il parere degli esperti di Intesa Sanpaolo che hanno aggiunto che rimane ulteriore spazio per ulteriori ribassi. Secondo gli analisti, è possibile comunque che si riesca a evitare di scendere sotto i minimi di novembre, perché l’entità complessiva dell’allentamento da settembre a oggi unitamente ai 50 punti base attesi per fine mese dovrebbe già fornire un significativo aiuto alla crescita.