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Banche centrali: domani l’appuntamento è con la Bank of Japan, dall’inizio della crisi costo del denaro è stato tagliato 672 volte

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Domani riflettori puntati sulla Bank of Japan. Dopo l’incremento da 20 a 28 mila miliardi di yen (oltre 240 miliardi di euro) dell’ammontare stanziato per la riforma fiscale realizzata dall’esecutivo guidato da Shinzo Abe, gli operatori sono pronti a scommettere che anche la BoJ farà la sua parte. Il costo del denaro, già negativo (-0,1%), è stimato stabile mentre sono attese novità per quanto riguarda nuovi interventi di politica monetaria. Il controvalore del nuovo pacchetto di stimoli è visto compreso tra i 20 e i 30 mila miliardi di yen.

Ieri è stata la volta della Federal Reserve che, come largamente atteso, ha confermato il costo del denaro (che dovrebbe restare ai livelli attuali per tutto il 2016).  “Il documento ufficiale rilasciato -rileva l’esperto- ha evidenziato la diminuzione dei rischi di breve termine sulle prospettive economiche USA e il riferimento agli sviluppi internazionali è stato copiato totalmente dallo statement precedente e quindi non modificato in seguito alla Brexit (che non è stata menzionata)”, ha commentato Davide Marone, senior analyst di FXCM Italia.

Dal crack di Lehman Brothers, rileva Alex Dryden di JPMorgan Asset Management, le 50 maggiori banche centrali hanno ridotto il costo del denaro ben 672 volte. Anche se migliorato rispetto a qualche anno fa, lo scenario continua ad essere particolarmente ricco di sfide: a livello globale preoccupano le conseguenze della Brexit, in Europa i riflettori sono puntati sull’instabilità politica e sul rischio deflazione mentre la Cina deve fare i conti con l’alto livello di indebitamento.

A giugno sono stati registrati 10 tagli dei tassi, il livello maggiore dall’ottobre del 2012, mentre a luglio il dato si è fermato a 4. “Si tratta di un contesto -rileva Dryden- in cui non c’è da meravigliarsi se più di un terzo dei titoli di Stato del mercati sviluppati ha un rendimento inferiore allo 0% e quasi il 75% ha una resa minore del punto percentuale”.

Il 100% degli analisti stima che il 673° taglio del costo del denaro sarà decretato la prossima settimana dalla Bank of England che, per il 96,5% del campione contattato da Bloomberg, porterà il tasso benchmark della “perfida Albione” dallo 0,5 allo 0,25 per cento.