Banche centrali: BoE verso stretta sui tassi anticipata per evitare rischio bolla immobiliare

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 13/06/2014 - 10:35

La Bank of England esce allo scoperto e prepara il mercato a un aumento dei tassi di interesse già nel corso di quest'anno. Il governatore della banca centrale britannica, Mark Carney, ha detto che un aumento dei tassi "potrebbe accadere prima di quanto i mercati oggi si aspettano", facendo capire implicitamente che la prima stretta monetaria potrebbe arrivare già quest'anno, mentre l'attuale consensus degli analisti vedeva un primo rialzo del costo del denaro nella prima parte del 2015. La Bank of England risulterebbe la prima grande banca centrale mondiale a rivedere al rialzo i tassi di interesse.

A destare preoccupazioni in seno alla Bank of England è il surriscaldamento del mercato immobiliare con l'aumento dei prestiti ipotecari nel Regno Unito che potrebbe minacciare la ripresa della Gran Bretagna.

Il governatore della BoE ha sottolineato che non c'è "nessun percorso pre-impostato" su quando alzare i tassi. "La necessità di equilibrio interno - ha detto ieri sera Carney - raggiungendo l'obiettivo di inflazione probabilmente richiederà aumenti dei tassi di interesse in modo graduale accompagnando l'attuale fase di espansione economica".

Sprint della sterlina
Parole di Carney che hanno comportato un nuovo scatto in avanti della sterlina salita ai massimi a 19 mesi sull'euro con il cross euro/pound sceso sotto la soglia di 0,80.  "Sulla falsa riga di quanto deciso dalla Reserve Bank of New Zeland, le motivazioni del rialzo anticipato dei tassi sarebbero da ascrivere alla potenziale inflazione legata al surriscaldamento del settore immobiliare", rimarca la nota odierna di Fxcm che vede inevitabilmente aumentare i flussi di liquidità in acquisto sulla valuta britannica, almeno nel breve.

In Giappone nulla di fatto della BoJ
Rimane invece ultra-espansiva l'intonazioen della politica monetaria della Bank of Japan (BoJ)che oggi  ha confermato la sua politica monetaria. Il consiglio direttivo della banca centrale del Giappone ha deciso di mantenere l'aumento della base monetaria di 60-70 trilioni di yen all'anno, al fine di portare l'inflazione vicina al target del 2%.
Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato a margine della riunione odierna di politica monetaria che l'economia del Giappone si sta sta muovendo "più o meno all'interno delle aspettative" con la ripresa che dovrebbe continuare a ritmo moderato. Relativamente al trimestre in corso, il numero uno della BoJ rimarca come l'economia nipponica dovrebbe segnare una temporanea contrazione a causa dell'aumento dell'IVA scattato ad aprile. "La spesa delle famiglie rimane solida - ha detto Kuroda - con segni di miglioramento evidente delle condizioni di lavoro e redditi".
Mentre la domanda interna appare adeguatamente sostenuta, non stanno impattando con le spettqative le esportazioni. "Le esportazioni sono state un po' più deboli rispetto a ciò che molti si aspettavano - ha sottolineato Kuroda - monitoreremo gli sviluppi, ma non crediamo che le esportazioni nel loro insieme non riusciranno a recuperare".

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