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Banche: buona la trimestrale per Ubs e Santander, Deutsche Bank sconta le spese legali

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Le maggiori banche europee superano la prova dei conti. La svizzera Ubs e la spagnola Santander hanno visto un incremento dei risultati nel secondo trimestre mentre il calo dei profitti registrato da Deutsche Bank è essenzialmente dovuto agli accantonamenti per spese legali.

Ubs
Ubs ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di competenza degli azionisti pari a 690 milioni di franchi svizzeri, in aumento dai 524 milioni dell’anno prima. Su base rettificata, l’utile ante imposte è stato 1 miliardo di franchi. I proventi operativi sono diminuiti di 386 milioni sostanzialmente a causa di un calo nei proventi netti da negoziazione e da interessi mentre i costi operativi sono aumentati di 42 milioni, soprattutto in seguito a un aumento delle spese generali e amministrative, in parte controbilanciato da una riduzione delle retribuzioni variabili legate ai risultati.

Dal punto di vista patrimoniale, il coefficiente CET1 dei requisiti di BRI Basilea III è salito di 1,1 punti percentuali all’11,2% e gli attivi ponderati in funzione del rischio sono diminuiti a 239,2 miliardi. Conformemente a quanto precedentemente dichiarato, Ubs prevede di conseguire il coefficiente target CET1 del 13% (applicazione integrale) entro il 2014. La banca svizzera ha inoltre fatto sapere che acquisterà il patrimonio di SNB StabFund, incrementando il coefficiente CET1 BRI Basilea III tra 70-90 punti base nel quarto trimestre 2013.

“Sono molto soddisfatto della nostra performance in questo trimestre”, ha commentato il Group Chief Executive Officer Sergio Ermotti. “I risultati dimostrano che la nostra strategia è quella giusta e la sua attuazione sta procedendo secondo programma. Ogni trimestre dalla sua introduzione nel 2011, è stata applicata in maniera molto chiara e disciplinata, costruendo un’ineguagliabile base patrimoniale e rispondendo alle esigenze dei nostri clienti».

Banco Santander
Banco Santander ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di 1,05 miliardi di euro, in deciso rialzo rispetto ai 123 milioni dello stesso periodo dello scorso anno ma sotto le previsioni degli analisti che avevano indicato profitti per 1,1 miliardi di euro. I ricavi del colosso bancario spagnolo si sono attestati a 6,72 miliardi di euro, in rialzo dai 6,65 miliardi del primo trimestre del 2013 ma in diminuzione dai 7,62 miliardi di un anno fa. A livello di profitti l’unità brasiliana ha contribuito per 420 milioni di euro (499 milioni nel primo trimestre 2013), mentre sul mercato domestico gli utili sono scesi a 86 milioni dai 207 milioni del periodo gennaio-marzo. Il Core Tier 1 secondo i criteri di Basilea II è aumentato all’11,11% dal 10,67% di fine marzo.

Deutsche Bank
Corposo calo dei profitti per Deutsche Bank nel secondo trimestre del 2013. La banca tedesca ha visto l’utile netto attestarsi a 334 milioni di euro nei tre mesi tra aprile e giugno, in calo del 49% dai 656 milioni di euro dello stesso periodo del 2012. A pesare sono stati gli accantonamenti per 600 milioni di euro legati a spese legali portando così le proprie riserve per spese legati a 3 miliardi dai 2,4 precedenti. Il consensus era per un utile in aumento a 767,6 milioni di euro.