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Banche: Bce avvia indagine conoscitiva su 6 italiane, focus su crediti deteriorati

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Il fardello delle banche italiane si chiama sofferenze, che negli ultimi anni sono aumentate in maniera esponenziale. Nel 2008 i crediti in sofferenza del sistema bancario italiano ammontavano a 41,3 miliardi di euro, mentre oggi hanno superato la soglia dei 200 miliardi di euro. Se nel conto si aggiunge tutto l’insieme dei crediti deteriorati, il totale sale a 350 miliardi di euro. Si tratta del 16-17% degli impieghi totali delle banche italiane. La “non soluzione” di questo problema è una delle cause dei recenti crolli a Piazza Affari del comparto bancario, come dimostra la performance di ieri dell’indice FTSE Italia Banks che ha perso oltre 5,5 punti percentuali.
Dopo una giornata piena di rumors su possibili nuovi stress test da parte della Banca centrale europea, la Consob ha invitato le banche a comunicare le intenzioni dell’Eurotower. Niente stress test, ma un’indagine conoscitiva sulla strategia, la governance, i processi e le metodologie di gestione dei Non Performing Loans (NPL) da parte degli istituti italiani. In particolare Francoforte ha chiesto informazioni a 6 banche: Unicredit, Banco Popolare, Bpm, Bper, Mpr e Carige), mentre Mediobanca, Intesa SanPaolo, Popolare di Sondrio, Ubi Banca e Credem hanno fatto sapere di non essere state contattate dalla Bce.
Nella tarda serata di ieri Unicredit ha ricordato che a fine settembre le sue sofferenze lorde si attestavano a 50,6 miliardi di euro, in calo di circa il 3% rispetto a dicembre 2014; il tasso di copertura delle sofferenze era pari al 61,4% e, di conseguenza, le sofferenze al netto delle riserve ammontavano a 19,5 miliardi, in calo rispetto a dicembre 2014.