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Banche: la bad bank si può fare. Via libera dalla Commissione Ue alla proposta italiana

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La Commissione europea ha approvato lo schema di bad bank presentato dall’Italia lo scorso 26 gennaio. Il piano è stato approvato insieme a quello ungherese in quanto “libero da aiuti di Stato”. Piazza Affari in forte rialzo guidata dai rialzi in doppia cifra delle banche.  
La Commissione europea ha dato via libera al piano per la gestione degli attivi deteriorati delle banche italiane in quanto “non sono presenti aiuti di Stato“. Il progetto della cosiddetta bad bank era stato discusso lo scorso 26 gennaio dal ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan e dal commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager. 
La comunicazione di Bruxelles ha fatto impennare i titoli del comparto bancario a Piazza Affari. Nelle prime battute del pomeriggio l’indice Ftse Mib sale del 4% ed è il migliore tra i listini europei. Al suo interno rialzi in doppia cifra vengono segnati da Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Intesa San Paolo. Intorno al 9% i guadagni di Unicredit, Ubi, Banca Mediolanum e Poste Italiane. 
Lo schema di garanzia statale scelto dalle autorità italiane – spiega il comunicato della Commissione – prevede una remunerazione in linea con le condizioni del mercato in riferimento al rischio assunto. Ciò formalizza l’accordo raggiunto il 26 gennaio scorso tra il ministro Padoan e il commissario Vestager”. 
“La decisione di oggi – ha dichiarato il commissario Ue alla Concorrenza – mostra che le regole dell’Unione offrono ai Stati membri differenti strumenti per avviare la pulizia dei bilanci bancari, sia con che senza l’aiuto statale”. 
“Alti livelli di non-performing loans in alcuni Stati membri – ha affermato il vice-presidente Dombrovskis – stanno pesando sui bilanci delle banche e stanno ostacolando la loro capacità di offrire credito ad aziende e famiglie. Le misure previste dai piani ungherese e italiano mostra che gli Stati membri stanno prestando molta attenzione a questo tema e dimostrano la possibilità di costruire soluzioni che non si appoggino agli aiuti di Stato”. 

Leggi QUI il comunicato della Commissione Ue