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Banche: l’aumento Bpm potrebbe avvicinarsi a 1 mld di euro, oggi Cda Fondazione Mps

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A Piazza Meda si lavora a ritmi frenetici. Secondo indiscrezioni di stampa, oggi i vertici della Banca Popolare di Milano dovrebbero incontrare la vigilanza di Banca d’Italia per commentare i rilievi e ragionare sulla dimensione dell’ormai quasi scontato aumento di capitale da varare entro giugno. L’iniziale ammontare, ossia 600 milioni di euro, proposto dal presidente Massimo Ponzellini potrebbe crescere fino a sfiorare 1 miliardo di euro, a seconda di quanti accantonamenti aggiuntivi Banca d’Italia avrebbe in mente per l’istituto milanese.


“Il Cda di domani risponderà ufficialmente ai rilievi di Bankitalia e potrebbe dare un range dell’ammontare dell’aumento di capitale che dovrebbe essere poi deciso in un Cda di inizio maggio, post assemblea del 30 aprile”, commentano gli analisti di Intermonte. “In caso di 800 milioni di euro di aumento di capitale stimiamo una diluzione del 45% dell’utile per azione e un Core Tier 1 ratio in area 7,5% nel caso dell’acquisto di alcune minorities, ossia Legnano e CariAlessandria, e rimborso dei Tremonti Bonds”, aggiungono gli esperti.

A Piazza Affari continua la debolezza del titolo Bpm, che mostra una flessione del 3,32% a 2,56 euro. “Mentre appare condivisibile l’obiettivo di chiedere risorse al mercato congiuntamente alla presentazione di un business plan aggiornato e credibile, l’incertezza sulle criticità individuate dall’organo di controllo e sulla dimensione dell’aumento di capitale rischiano di continuare a pesare sulla performance del titolo ancora per alcune settimane”, è l’opinione degli analisti di Centrosim che hanno però confermato la raccomandazione d’acquisto (buy) su Bpm con target price a 3,8 euro.


Da Milano a Siena il tema chiave è sempre lo stesso. Il Monte dei Paschi ha già rotto gli indugi e ha annunciato una settimana fa un  aumento di capitale da 2,47 miliardi di euro. La scelta dell’istituto toscano prevede l’emissione di 2 miliardi in titoli ordinari e la conversione delle obbligazioni “fresh” emesse nel 2003. La ricapitalizzazione dovrebbe portare il Core Tier 1 all’8,6%, livello che comprende il rimborso degli 1,9 miliardi di euro di Tremonti Bond, che costano alla banca circa 160 milioni di interessi all’anno, e l’impatto delle norme di Basilea 3.


La Fondazione Mps, primo azionista di Rocca Salimbeni con il 55,48%, ha fatto sapere che sosterrà in pieno la ricapitalizzazione. L’ente presieduto da Gabriello Mancini, che riunisce oggi pomeriggio il Consiglio di amministrazione, resterà quindi sopra il 50% del capitale. Secondo fonti finanziarie, dal board di oggi non dovrebbe ancora uscire l’adesione ufficiale all’aumento e i metodi per sottoscrivere la ricapitalizzazione. “Oggi il Cda della Fondazione inizierà l’esame di un’operazione molto complessa”, spiegano fonti finanziarie.


L’ente senese dovrà sborsare tra gli 800 milioni e 1 miliardo di euro. Una cifra notevole visto il periodo di magra in termini di dividendi: dopo le secche del 2009, nell’esercizio terminato lo scorso dicembre la banca ha deciso di distribuire cedole complessive per 167,7 milioni di euro. Per sostenere l’aumento, molto probabilmente la Fondazione ricorrerà alla strada del debito. Il via libera in questa direzione è stato dato dal ministro Tremonti durante un incontro, avvenuto una decina di giorni fa a Roma, con le maggiori Fondazioni bancarie. L´ente toscano potrà quindi indebitarsi fino al 20% del suo patrimonio netto (5,53 miliardi di euro).