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Banche ancora in luce a Piazza Affari, Equita taglia stime dopo aumento volatilità sui Btp

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Le banche italiane continuano a brillare Piazza Affari. Per la terza seduta consecutiva gli investitori stanno premiando i principali istituti di credito del Belpaese. Eppure questa mattina si era vista qualche nube all’orizzonte innescata dalle pagine del Financial Times, secondo cui il nuovo piano salva Grecia che sta prendendo forma a Bruxelles prevedrebbe una tassa sugli asset di tutte le banche. L’ipotesi avanzata dal quotidiano della City ha già ricevuto numerose smentite, ma anche le dichiarazioni di Jean Claude Junker avevano riportato le tensioni sulle piazze finanziarie. “Non so se ci sarà un default selettivo della Grecia, ma non possiamo escludere questa possibilità, anche se si tratta di un’opzione che andrebbe evitata”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo.
 
Tornando alle indiscrezioni del Financial Times, Equita ipotizza che le banche italiane debbano contribuire per il 5% al gettito complessivo (circa 10 miliardi di euro l’anno per 5 anni) e “l’impatto annuo sarebbe di circa 500 milioni di euro pari all’1% della capitalizzazione”. La sim milanese ha inoltre tirato le somme dopo le recenti tensioni che hanno colpito il mercato obbligazionario. “In seguito all’aumento della volatilità sui titoli governativi e alla probabile riduzione dell’appetito per il rischio della clientela abbiamo ridotto del 19% le stime sul secondo trimestre del comparto bancario e del 14% le stime 2011-2013”, si legge nella nota odierna raccolta da Finanza.com.


In particolare, sul secondo trimestre Equita ha tagliato del 25% gli utili da trading “anche se ci aspettiamo che solo dal terzo trimestre ci saranno perdite legate all’allargamento sui titoli di Stato domestici”. Il secondo trimestre, a detta degli esperti, dovrebbe presentarsi debole in termini di ricavi “perché non ci aspettiamo miglioramenti di spread e net interest income, nonostante l’aumento di 30 punti base dell’Euribor a 3 mesi e il maggior numero di giorni lavorativi: abbiamo quindi ridotto del 19% le stime di utile di settore da 1,7 miliardi di euro a 1,4 miliardi”.

In sostanza, secondo il broker l’aumento degli spread sui titoli governativi mette e rischio la crescita prevista per i prossimi due anni. Di conseguenza, Equita ha tagliato i target delle banche italiane: Mps a 0,65 da 0,8 euro, Banco Popolare a 2,6 da 2,9 euro, Bpm a 8,9 da 10 euro, Intesa SanPaolo a 2,3 da 2,6 euro, Ubi Banca a 4,1 da 5,6 euro, Unicredit a 1,5 da 2,1 euro. A Piazza Affari, però una mattina sotto pressione, i titoli del settore hanno ripreso a salire prepotentemente: Intesa SanPaolo guadagna il 4,37% a 1,718 euro, Mps il 3,36% a 0,523 euro, Unicredit il 3,82% a 1,304 euro, Ubi Banca il 3,89% a 3,628 euro, Banco Popolare il 2,75% a 1,469 euro e Popolare di Milano il 2,36% a 1,607 euro.