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Banche: Abi, sofferenze record a 164,6 miliardi ma ripartono i mutui

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Nuovo record delle sofferenze e raccolta in diminuzione, ma anche ripartenza dei nuovi mutui e tassi sui presti ai minimi dal luglio del 2011. E’ questa la fotografia scattata dal Rapporto mensile dell’Abi. In particolare, le sofferenze lorde sono risultate a marzo pari a 164,6 miliardi, dai 162 miliardi di febbraio. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è dell’8,6% a marzo (6,6% un anno prima e 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 14,6% per i piccoli operatori economici, il 14% per le imprese e il 6,4% per le famiglie consumatrici. Se si considerano le sofferenze nette, si registra una riduzione dai 78,2 miliardi di euro di febbraio ai 75,7 miliardi di marzo, a seguito di operazioni di cessione di prestiti in sofferenza. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è in diminuzione: 4,12% a marzo dal 4,27% di febbraio 2014 (3,37% a marzo 2013; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

Nuovi mutui +20% nel I trimestre
L’Abi segnala però miglioramenti sul fronte dei mutui per l’acquisto di abitazioni, anche se, spiega il documento, in un contesto in cui continua la riduzione delle compravendite. Nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Prestiti in lieve recupero ad aprile
Ad aprile c’è stato un lieve recupero della dinamica dei prestiti bancari, con il complesso dei finanziamenti che registra un’ulteriore attenuazione della variazione negativa su base annua (-2,5% dal -3,1% del mese precedente). I finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano sul -2,2% come variazione annua ad aprile 2014, era -2,1% il mese precedente e -4,5% a novembre 2013. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.848 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.426 miliardi di euro.

Tassi sui mutui al 3,39% ad aprile, minimi da luglio 2011
Ad aprile i tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in Italia su livelli storicamente molto bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,39% (3,45% il mese precedente e segnando il valore più basso da luglio 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,47% dal 3,45% di marzo 2014 e dal 3,48% di febbraio (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,90% (3,88% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).

Raccolta in annuo ma sale di 3 miliardi su base mensile
In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (ad aprile 2014: -5,9%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di oltre 31 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre ad aprile 2014 – di circa 13 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +1,1% contro +1,3% di marzo 2014). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad aprile un aumento di 3 miliardi rispetto al mese precedente e una diminuzione di circa 18,4 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,1% (-2% a marzo), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.726,5 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 214 miliardi.