I bancari sostengono solo in parte le Borse europee

Inviato da Marco Barlassina il Lun, 12/11/2007 - 12:24
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: BARCLAYS
Quotazione: NORTHERN ROCK
Quotazione: BNP
Quotazione: UBS R
Quotazione: DEUTSCHE BANK R

Rimbalzano i bancari e l'Europa riprende almeno parzialmente fiato. E' questa la sintesi della mattinata per le Borse europee, dove le migliori performance sono messe a segno proprio dai titoli più penalizzati nella seduta di venerdì. Poco dopo mezzogiorno il quadro sulle Borse del Vecchio continente appare comunque misto a causa di un indebolimento nell'ultima ora. In positivo Milano, dove l'S&P/Mib guadagna lo 0,10%, e Londra (Ftse100 +0,06%), mentre il Dax di Francoforte arretra dello 0,49%, il Cac40 di Parigi lo 0,46% e lo Smi di Zurigo lo 0,19%.

 

All'interno del Ftse Euro Top 100 i 7 più forti rialzi sono tutti messi segno da titoli di istituti bancari, in testa l'italiana Unicredit (+3,9% a 5,32 euro), che presenterà i risultati trimestrali domani., seguono Ubs, Bnp Paribas, Dexia, Société Générale, Credit Agricole e Deutsche Bank. Lo Stoxx di settore guadagna l'1,3%. Ma anche fuori dall'Ue le cose vanno altrettanto bene. In Gran Bretagna salgono alcuni tra i titoli maggiormente penalizzati dalla crisi del credito, come Barclays (+5,5%, che secondo indiscrezioni si preparerebbe a un incontro con la comunità finanziaria per fornire nuova disclosure sui suoi numeri, Royal Bank of Scotland (+4,5%) e Northern Rock (+4%). Quest'ultima sale dopo che una casa d'investimenti, Olivant, ha reso noto di stare considerando l'acquisto di una quota della banca.

 

In un report odierno gli analisti di Cazenove si dicono convinti che il grado di apertura offerto dalle banche europee negli scorsi mesi abbia in alcuni casi dato rassicurazioni che le esposizioni possano essere limitate e che altre svalutazioni siano improbabili. La casa d'affari cita ad esempio i casi di Deutsche Bank e Credit Suisse, che hanno un'esposizione minimale ai Cdo. Per SocGen e Bnp, spiegano gli stessi analisti, i risultati del terzo trimestre hanno confermato una più limitata esposizione alla crisi del credito rispetto al mondo complessivo delle investment bank. "La Germania - concludono - che in luglio ha offerto i primi esempi di istituti coinvolti nel crack dei subprime, ha mostrato che le banche quotate sono emerse dal terzo trimestre in buona parte non coinvolte".  

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