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I bancari guidano i rialzi, l’Fmi rivede al ribasso le svalutazioni

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Nonostante abbia evidenziato il rallentamento della ripresa, il Global Financial Stability del Fmi ha registrato un miglioramento della situazione degli istituti di credito, con le perdite su prestiti e titoli negli ultimi tre anni scese a 2.200 mld di dollari, contro i 2.300 precedentemente pronosticati.

“Nonostante la ripresa economica in atto, il sistema finanziario resta in un periodo di profonda incertezza: i bilanci delle banche si rafforzeranno gradualmente con la ripresa. Restano comunque sostanziali rischi al ribasso. Se non procederà a un ulteriore rafforzamento dei bilanci, il sistema finanziario resterà suscettibile a shock di finanziamento che potrebbero intensificare le pressioni per il deleverage e rappresentare un ulteriore freno alle finanze pubbliche e alla ripresa”.

Oggi in un contesto di rialzi generalizzati (+1,33% per il Dax, +1,44% del Ftse, +2,25% di Parigi e +2,09% per l’italiano Ftse Mib) il comparto bancario ha fatto meglio di tutti con lo stoxx di riferimento salito del 3,2%.

Dalla Germania, Deutsche Bank ha messo a segno un rialzo del 2,45% e Commerzbank si è portata a casa l’1,4%. Particolarmente tonici anche gli istituti francesi, con +3,88% di Bnp Paribas, il +3,61% di Societe Generale ed il +3,08% del Credit Agricole. Ben comprata Oltremanica anche Hsbc (+2,13%). Sul listino italiano spicca il +4,88% di Ubi, il +3,67% di Intesa ed il +2,76 di Unicredit.