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Banca Italease sempre più giù, Mediolanum si salva tra le blue chip

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Tra le big cap di Piazza Affari la peggiore è stata ancora una volta Alitalia (-3,55% a 0,787 euro) sebbene le voci di un ritiro dalla gara per la privatizzazione del gruppo da parte dei russi di Aeroflot siano state smentite. Quelle che si teme è che comunque le offerte per la compagnia di bandiera saranno molto basse. Si è invece ripresa un po’ dai minimi la Popolare di Verona e Novara (-0,51% a 21,66 euro) nonostante la situazione di difficoltà in cui imperversa la controllata Banca Italease, di cui detiene una partecipazione del 30,7%. Il titolo dell’istituto attivo nel leasing guidato da Massimo Faenza è stato anche oggi sospeso più volte per eccesso di ribasso. Il minimo intraday è stato toccato a quota 23,62 euro, con un ribasso vicino al 20%, mentre in chiusura l’azione si è attestata a quota 24,78 euro, con un -15,34%. Cambiando comparto, nel giorno del tanto atteso sì alle sofferte nozze, Aem ha perso lo 0,56% a 2,858 euro e Asm lo 0,04% a 4,75 euro. Il concambio implicito nelle quotazioni è pari a 1,66 azioni di Aem per una di Asm, non lontano da quello stabilito dai vertici dei due gruppi di 1,6. In rosso anche Autogrill (-1,02% a 14,87 euro) dopo aver annunciato che lancerà un’opa sulla britannica Alpha Airports, visto che è salita al 42,7% del capitale. Controcorrente, invece, l’altra controllata della famiglia Benetton, Atlantia (+0,60% a 25,04 euro), una delle poche blue chip, insieme a Mediolanum (+0,84% a 6,46 euro) sopra la soglia della parità. La lettera non ha infatti risparmiato nemmeno Fiat (-1,44% a 21,16 euro) sebbene la nuova 500 a un mese dal suo debutto ha già fatto incetta di ordini: in sole 12 ore, lo scorso fine settimana, si è esaurita la produzione di un mese.