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Banca Italease: Jc & Associati, “Il management sta lavorando bene”

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La discesa del titolo a Piazza Affari si è, almeno per il momento arrestata nei pressi di quota 17 euro, ma Banca Italease può riservare ancora sorprese sia per l’allungamento dei tempi necessari ad una quantificazione precisa delle perdite, sia per le decisoni che verranno prese nel consiglio di amministrazione del 27 luglio.


L’incontro sarà preceduto dalle riunioni del patto di sindacato e del cda, che si terranno oggi, e nella quale verrà fatto il punto della situazione e verranno valutate le ipotesi di ricapitalizzazione da 600-800 milioni di euro, e l’apertura all’ingresso i nuovi soci. L’amministratore delegato Massimo Mazzega dovrebbe ricevere il mandato per stilare una lista di potenziali candidati all’ingresso nel capitale della società, per il quale sono in corso diversi contatti: Mediobanca, Goldman Sachs, Ge Capital, Lehman Brothers, Cerberus, Citigroup ed Elmann & Friedman. Nel mentre i soci del patto hanno confermato l’impegno al rinnovo dell’accordo alla scadenza del 28 aprile del prossimo anno. Si tratta del Banco Popolare di Verona e Novara (ora unito con Bpi nel Banco Popolare), socio di maggioranza con il 20% del capitale, della Bper e della Bpm con, rispettivamente, il 6,19% e l’1,61%, della Popolare di Sondrio con il 3,54%. Anche Reale Mutua (5,58%) dovrebbe essere della partita  mentre Antonveneta (3,33%) renderà nota la propria scelta prima della scadenza del patto.

“Il caso Italease assume contorni sempre più preoccupanti – è il commento degli analisti di mercato del team di Jc & Associati,  non tanto per il downgrading di Moody’s o per la perdita, quanto per l’allungamento dei tempi necessario a una completa quantificazione delle perdite in capo alla società”. Il danno complessivo per la società sarà non solamente economico, ma anche di immagine e nel breve termine sarà difficile da riassorbire. “Una perdita su derivati che assume contorni sempre più gravi con il passare dei mesi, è poco giustificabile per una società attiva in un business a leva per definizione e quindi particolarmente delicato” proseguono da Jc & Associati. Tra i danni da prendere in considerazione, anche la perdita delle “commission fees”, il margine provvigionale sui contratti derivati complessi, causa delle perdite potenziali dei clienti, che “hanno contribuito in modo rilevante negli anni passati agli utili della società”.


L’insieme di “sventure” abbattutosi sull’istituto guidato ora da Mazzega ha portato al dimezzamento del valore del titolo in Piazza Affari dai 40 euro di fine maggio. Eppure la tempesta si sta lentamente calmando, salvo nuove sorprese. “Riteniamo il management stia facendo il massimo sforzo per circoscrivere definitivamente il problema. Banca Italease ha già chiuso una parte dei contratti in essere con le banche d’affari per circa 192 milioni di euro e si starebbe apprestando a rinegoziare quelli con la propria clientela”. Gli analisti di Jc & Associati ritengono inoltre che il percorso di crescita che seguirà la nuova dirigenza, nominata dal cda dello scorso 8 giugno, sarà più sostenibile rispetto al passato basato su derivati con una struttura più semplice, definita e prevedibile. “Giudichiamo positivamente anche la scelta di farsi assistere da tre advisor del calibro di Mediobanca, Goldman Sachs e Prometeia, circostanza che riduce il rischio di ulteriori sorprese negative. Dalle informazioni attualmente di dominio pubblico, un rischio Parmalat dovrebbe essere scongiurato” anche se rimane da valutare la consistenza del credito vantato dalla banca nei confronti del gruppo Coppola oltre alla qualità dell’attivo di bilancio, il quale potrebbe soffrire a seguito di un’eventuale fase di consolidamento del mercato immobiliare.