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Banca Etruria: Tribunale dichiara l’insolvenza, ora possibile avvio indagine per bancarotta fraudolenta

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E’ arrivato questa mattina l’atteso pronunciamento del Tribunale di Arezzo che ha dichiarato lo stato di insolvenza di Banca Etruria. Il collegio fallimentare del Tribunale aretino ha decretato il fallimento dell’istituto rigettando l’eccezione di costituzionalità sul decreto salva banche presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria.

Verso apertura procedura bancarotta fraudolenta
La dichiarazione di insolvenza apre le porte al possibile avvio da parte della procura di Arezzo di un’indagine per bancarotta fraudolenta che andrebbe a coinvolgere tutti i membri del consiglio di amministrazione di Banca Etruria dal 2013 al 2015, compresi l’ex presidente Lorenzo Rosi e Pierluigi Boschi, ex vicepresidente dell’istituto e padre della ministra per le Riforme Maria Elena Boschi. 

Consumatori chiedono rimborso integrale per risparmiatori 
Subito in fibrillazione le associazioni dei consumatori che chiedono i rimborsi integrali per le famiglie “truffate ed espropriate”, attaccano Adusbef e Federconsumatori che invitano il governo a rinunciare agli arbitrati. 
“Una decisione importantissima che apre ora la strada al procedimento per bancarotta fraudolenta nei confronti degli ultimi amministratori della banca”, afferma il Codacons. “Non appena la Procura di Arezzo aprirà il fascicolo per il reato di bancarotta fraudolenta, il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento, a tutela degli investitori dell’istituto di credito – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – . Offriremo inoltre assistenza legale a tutti i risparmiatori di Banca Etruria che hanno visto azzerato il valore delle proprie obbligazioni a seguito del decreto salva-banche, per costituirsi parte offesa nell’indagine e chiedere in tale contesto il risarcimento dei danni patrimoniali subiti”.  Sono già più di 2000 infatti i piccoli risparmiatori d Banca Etruria che finora si sono rivolti al Codacons per avviare iniziative legali finalizzate ad ottenere il rimborso dei soldi persi a causa del salvataggio dell’istituto.