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Banca d’Italia: prestiti a imprese giù anche in 2015, crescono rischi stabilità finanziaria Eurozona

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jcrop-previewNell’area dell’euro aumentano i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla perdita di vigore della crescita e dai persistenti bassi livelli di inflazione“. E’ quanto si legge nel Rapporto sulla stabilità finanziaria elaborata da Banca d’Italia. “Il protrarsi della fase di stagnazione avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Valori eccessivamente ridotti dell’inflazione rendono più difficoltoso il processo di riassorbimento del debito, pubblico e privato, e implicano un inasprimento delle condizioni monetarie, con effetti negativi su consumi e investimenti”. Via Nazionale fa notare inoltre che “le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono rese più incerte dalla fragilità e dall’eterogeneità della ripresa economica mondiale. I mercati finanziari appaiono esposti a repentini rialzi della volatilità, come accaduto intorno alla metà di ottobre per l’aggravarsi dei timori sulle condizioni politiche e finanziarie in Grecia“.
 
Prestiti a imprese in contrazione anche nel 2015
“Prosegue, pur attenuandosi, la contrazione dei prestiti, riflettendo la debolezza dell’economia. In base a nostre proiezioni, i prestiti alle società non finanziarie continuerebbero a diminuire anche nel 2015, seppur con un’intensità progressivamente decrescente. La contrazione dei mutui alle famiglie dovrebbe invece interrompersi già nel primo trimestre del prossimo anno”, rileva Banca d’Italia. “Nella prima metà del 2014 il flusso di nuovi prestiti deteriorati, in rapporto ai crediti in bonis, è ulteriormente diminuito“, fa però notare Vi Nazionale. “Il calo ha riguardato anche le nuove sofferenze, soprattutto quelle relative ai finanziamenti alle imprese; secondo informazioni preliminari i flussi di nuove sofferenze sarebbero stabili negli ultimi mesi”. Inoltre Palazzo Koch pone l’accento sul fatto che “il tasso di copertura dei prestiti deteriorati (il rapporto tra le rettifiche e l’ammontare lordo delle esposizioni deteriorate) è aumentato. Ciò può favorire la cessione e la cancellazione dei prestiti in sofferenza dai bilanci delle banche. Alcuni tra i principali gruppi hanno avviato operazioni che dovrebbero condurre allo smobilizzo di prestiti deteriorati per importi rilevanti. La consistenza di tali crediti rimane tuttavia elevata nel confronto internazionale”.
 
Test Bce confermano solidità sistema bancario italiano nonostante Mps e Carige
Palazzo Koch ricorda che “il 26 ottobre sono stati diffusi i risultati dell’esercizio di valutazione approfondita dei bilanci delle maggiori banche dell’area dell’euro (comprehensive assessment), propedeutica all’avvio del Meccanismo di vigilanza unico. Per Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige lo stress test ha rilevato esigenze di rafforzamento patrimoniale pari nel complesso a 2,9 miliardi (0,2 per cento del Pil). I due intermediari hanno già annunciato aumenti di capitale e hanno presentato i piani di ricapitalizzazione alle autorità di vigilanza”. Via Nazionale sottolinea però che “i risultati mostrano una tenuta complessiva dei bilanci delle banche oggetto dell’esercizio, nonostante le forti tensioni cui sono stati sottoposti negli ultimi anni”.
 
Liquidità mercati italiani resta buona nonostante volatilità
Per Banca d’Italia “le condizioni di liquidità dei mercati finanziari italiani si mantengono buone, nonostante il temporaneo aumento della volatilità che ha interessato il mercato azionario e, in misura minore, quello dei titoli di Stato nella seconda metà di ottobre. Gli scambi sono rimasti elevati; l’indicatore del rischio sistemico di liquidità resta su valori contenuti. L’introduzione di tassi negativi sui depositi presso l’Eurosistema non ha avuto conseguenze sfavorevoli sull’ordinato funzionamento dei mercati monetari”.