Banca d’Italia, è pronta la Supervigilanza

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Un appaluso alle fusioni nel mondo bancario, ma bisogna stare attenti affinché il valzer della acquisizioni non sia solo un’incetta di utili per le banche stesse. È questo in sintesi il pensiero del governatore delle Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la lettura delle considerazione finali che anticipano di qualche giorno la consueta relazione annuale del numero uno di palazzo Koch, considerazioni che giovedì 31 maggio saranno comunicate al mondo dell’economia e della finanza.


Le nozze tra Intesa Sanpaolo e quelle di Unicredit con Capitalia, sono gli argomenti che non potranno mancare nel discorso conclusivo del banchiere centrale, che sin dal suo arrivo in via Nazionale  ha sempre portato avanti con determinazione l’obiettivo-aggregazioni. Chiuso il capitolo delle aggregazioni, si apre, però, quello della stabilità del sistema e dell’efficienza che le nuove superbanche saranno in grado di portare avanti, ma con un compito fondamentale quello di vigilare sulla concorrenza, sui costi e sulla trasparenza. E per farlo con successo, in via Nazionale sta per scendere in campo la nuova Sueprvigilanza, come previsto dalla legge sul risparmio.

Considerazioni che hanno subito animato anche le associazioni nate in difesa dei consumatori che hanno fatto sapere che anche se le recenti concentrazioni bancarie rafforzano l’economia italiana e la competitività delle nostre banche in Europa, l’attenzione deve rimanere soprattutto sulla riduzione dei costi dei servizi bancari più elevati rispetto agli altri Paesi europea.


Inoltre, l’abolizione dell’informazione preventiva a Banca d’Italia, nei casi di fusione o acquisizioni tra istituti di credito, ha contribuito a trasformare il ruolo del Governatore da giocatore ad arbitro. Alla luce di ciò, nuove sfide attendono palazzo Koch. Secondo l’Adusbef e Federconsumatori, la trasformazione di un mercato bancario poco concorrenziale e trasparente, e il perseguimento- come si legge in una nota – della tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini nei confronti delle banche. Servono più regole e più vigilanza. E poi ancora: un intervento deciso sui fondi dormienti con l’invio di una urgente ispezione su un campione di banche, per verificare se gli istituti di credito si siano già appropriati nel tempo, del denaro dei depositanti versato dal 1948 ad oggi.
Le associazioni dei consumatori si attendono, dunque, che il governatore nelle considerazioni finali del 31 maggio ponga la difesa dei cittadini al centro delle sue riflessioni.