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Banca d’Italia disegna un Italia ferma al palo

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Per riprendersi serve ben altro che una ripresa fiacca. Lo dice Bankitalia nel primo Bollettino stilato sotto la gestione Draghi. L’occupazione è in aumento, ma anche in questo caso il segnale non è così positivo come potrebbe sembrare in prima battuta, in quanto è il precariato a sostenere questa ripresa. In più il debito pubblico, dopo 11 anni, è ritornato a crescere arrivando al 106,4% del Pil. Un’analisi pesante che non consente neanche l’appiglio alla scusa che anche le altre Nazioni affrontano le loro belle difficoltà. “Il quadro negativo – dice Bankitalia – non è imputabile a come vanno le cose nel resto del mondo, bensì ai tanti nodi strutturali che tengono inchiodata l’Italia”. Ma Tremonti da l’europeista convinto e risponde: “Io faccio politica in Europa solo sulla base dei dati Eurostat” ha detto. “Tutti gli altri sono rilevanti, ma gli unici decisivi sono quelli e le cifre fornite dalla Commissione europea” mentre il leader dell’Unione Prodi si dice invece convinto che la sitazione sia “assolutamente preoccupante”.