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Banca Carige: sì all’aumento da 560 mln, operazione difficile. Se LME fallisce nuovo piano entro marzo

Banca Carige prova a concludere entro fine anno conversione bond e aumento di capitale, essenziali per soddisfare richieste della Bce

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Tutto pronto per i delicati passaggi volti al rafforzamento patrimoniale di Banca Carige. L’Assemblea degli Azionisti ha preso atto dell’autorizzazione della Banca Centrale Europea (BCE) e ha approvato di attribuire al Consiglio di Amministrazione la delega per aumentare il capitale sociale per un importo massimo complessivo di 560 milioni di euro (comprensivo del sovrapprezzo) in forma scindibile di cui fino ad un massimo di 500 milioni con attribuzione del diritto d’opzione e fino ad un massimo di 60 milioni con esclusione o limitazione del diritto di opzione eventualmente da riservarsi ad una o più categorie dei portatori di titoli subordinati oggetto di LME (liability management exercise), conferendo mandato al Consiglio di Amministrazione di stabilire nell’esercizio della delega modalità, termini e condizioni dell’Aumento di Capitale.

È passata la mozione chiesta da Malacalza che prevede il diritto di opzione per gli azionisti. pertanto gli attuali possessori di azioni avranno una prelazione sull’acquisto di azioni rispetto a elementi esterni.

Fiorentino: se l’aumento fallisce torneremo a Francoforte

Il nuovo ceo Paolo Fiorentino ha ricordato che la Bce ha chiesto una ricapitalizzazione di almeno 500 milioni entro fine2017. In caso contrario, la banca non riuscirà a rispettare i parametri “per cui dovremo prendere la valigia e andare a Francoforte a discutere il futuro della banca”, ha detto Fiorentino a margine dell’assemblea dei soci.

A fare da apripista all’aumento sarà l’operazione di LME, ossia la conversione bond subordinati in bond senior. Se sarà sotto le attese allora Banca Carige dovrà presentare un ulteriore piano di rafforzamento entro marzo 2018.

Il nuovo Piano 2017-2020 predisposto nelle scorse settimane da Banca Carige poggia le basi proprio sul successo della manovra di rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo. In tal modo l’istituto ligure conta, già a partire da fine 2017, conta di portare i coefficienti patrimoniali sopra agli attuali target BCE. Il piano di rafforzamento patrimoniale predisposto dalla banca ligure prevede anche la raccolta di 480 milioni di euro per mezzo di cessioni – tra cui alcuni immobili di pregio, la società di credito al consumo Creditis S.p.A. – e dall’operazione di LME. Anche nel caso della conversione dei bond, se il piano Lme non raggiungesse i parametri indicati, Banca Carige dovrà presentare un ulteriore piano di rafforzamento entro marzo 2018.