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Banca Carige sente il fiato Bce sul collo: aumento lieviterà, ancora irrisolto il nodo Npl

Il 21 giugno si riunirà il cda di Carige per fornire una risposta convincente alle sollecitazioni della Bce che ha chiesto chiarimenti chiesti dalla Bce su governance, Npl e fabbisogno …

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Sette giorni per mettere nero su bianco una strategia convincente da presentare alla Bce. Il 21 giugno è stato infatti convocato un cda dell’istituto ligure che sarà decisivo per delineare le risposte ai chiarimenti chiesti dalla Bce su più fronti, da presentare entro il 23 giugno. Intanto Carige ha nominato Direttore Generale ad interim il Chief Lending Officer Gabriele Delmonte. Sono stati inoltre conferiti gli incarichi ad interim di Chief Financial Officer a Gianluca Caniato e di General Counsel a Edoardo Vinelli. Tra le priorità del momento dell’istituto che fa capo a Vittorio Malacalza che proprio l’individuazione in tempi molto brevi del nuovo amministratore delegato dopo l’allontanamento dell’ad Guido Bastianini, sfiduciato dal cda. Uscita di Bastianini che ha provocato una forte spaccatura nel consiglio con le successive dimissioni di tre consiglieri.

“Il consiglio di amministrazione ha preso le prime decisioni per stabilizzare la situazione travagliata – commentano gli analisti di Banca Akros che hanno sospeso il giudizio su Carige – ma gli elementi chiave del piano strategico devono ancora essere essere decisi”.

Bce chiede chiarimenti su governance, riduzione Npl e fabbisogno capitale

La Bce ha posto il 23 giugno come termine ultimo per ricevere chiarimenti sulla governance della banca, sull’esecuzione del piano di riduzione degli NPL e sul conseguente fabbisogno di capitale.

Stando alle indiscrezioni che circolano negli ultimi giorni l’aumento di capitale potrebbe quasi raddoppiare a quota 800 milioni (c’è chi parla anche di 1 miliardo), superiore alle richieste della Bce che sarebbero in area 600 mln.

Il Consiglio di Amministrazione di Carige ha risposto che fornirà le informazioni richieste entro la data indicata, consapevole che il mancato adempimento comporterebbe eventuali valutazioni da parte della BCE previste dalla normativa di Vigilanza. “Siamo in contatto con la Bce, faremo tutto d’amore e d’accordo. Una fetta di Npl l’abbiamo già licenziata, per l’altra non ci vorrà molto tempo”, ha detto ieri il presidente di Banca Carige, Giuseppe Tesauro.

Nodo crediti deteriorati, quanto riuscirà a valorizzarli?

Per Banca Carige, il cui titolo è sceso del 31% da inizio anno, la questione più spinosa è quella relativa ai crediti deteriorati, da cui dipende anche l’entità dell’aumento di capitale che potrebbe lievitare rispetto ai 450 milioni definiti lo scorso febbraio. L’obiettivo, stando a quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, è riuscire a valorizzare i Npl meglio di quanto fatto da Unicredit (poco più del 12% del valore nominale). Npl che ammontano a 3,4 miliardi di euro, 950 mln dei quali da allineare attraverso Gacs, mentre la restante tranche di crediti deteriorati dovrà essere ceduta attraverso la costituzione della società veicolo.