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Banca Carige: gli esuberi raddoppiano, prima conversione bond e poi aumento

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Prima l’operazione di Lme, ossia la conversione dei bond subordinati, e poi l’aumento di capitale. Paolo Fiorentino, alla giuda di Banca Carige dallo scorso giugno, detta i tempi serrati per il rafforzamento patrimoniale da 1 miliardo di euro che l’istituto vuole effettuare nei prossimi mesi. L’assemblea per approvare l’operazione di aumento è prevista il 28 settembre.

Procedere prima al liability management, nel mese di ottobre, permetterà secondo Fiorentino di dare slancio all’aumento di capitale. Il nuovo piano prevede misure più dure per accelerare la riduzione dei costi.

Il nuovo piano industriale di Banca Carige 2017-2020  prevede che i livelli target Bce saranno soddisfatti integralmente già a fine 2017. Previsto il ritorno all’utile nel 2018.

La razionalizzazione della Rete prevede la chiusura di 121 filiali con l’introduzione di modelli “Lean” cashless/cash light. Banca Carige prevede anche di ridurre l’organico del 20% a fine piano, con quindi quasi 1.000 dipendenti in meno rispetto ai livelli attuali. I costi operativi sono visti scendere del 23%.

CET1 visto al 12,5% nel 2018

Elemento portante del nuovo Piano 2017-2020 di Banca Carige è la manovra di rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo. In tal modo l’istituto ligure conta, già a partire da fine 2017, di portare i coefficienti patrimoniali sopra agli attuali target BCE.
Il CET1 fully loaded è previsto salire al 12,5% (senza includere l’ulteriore beneficio potenziale derivante dall’eventuale approvazione dei modelli AIRB) già da fine 2018, grazie all’implementazione di misure già individuate e in corso di definizione quali l’aumento di capitale da 560 milioni di euro da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria degli azionisti convocata per il 28 settembre, di cui 60 milioni di euro riservabile ai destinatari dell’operazione di LME (conversione bond subordinati in bond senior), da realizzarsi entro il 2017. L’aumento è assistito da un accordo di pre-garanzia (soggetto a termini e condizioni standard per operazioni di questa natura e ad alcune disposizioni specifiche) siglato con Credit Suisse e Deutsche Bank.

Sono poi previste cessioni di asset, tra cui alcuni immobili di pregio, la società di credito al consumo Creditis S.p.A., la cessione del ramo di business merchant book e la piattaforma di gestione degli NPL. Dalle dismissioni, il cui processo è in avanzato stadio di implementazione, e dall’operazione di LME, che verrà effettuata successivamente a valle dell’Assemblea, è atteso un rafforzamento patrimoniale per oltre 480 milioni di euro.